Il Papa chiede di sorvegliare su una adeguata formazione nel celibato dei seminaristi

Così come su una adeguata visione teologica della Chiesa

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CITTA’ DEL VATICANO, venerdì 7 maggio 2004 (ZENIT.org).- Giovanni Paolo II ha chiesto ai vescovi statunitensi di sorvegliare personalmente affinchè i candidati al sacerdozio ricevano all’interno dei seminari una “matura ed equilibrata” formazione nel celibato e nella visione teologica della Chiesa.



E’ stata questa la richiesta che il Vescovo di Roma ha presentato, questo giovedì, ai vescovi delle province ecclesiastiche di Detroit e Cincinnati, a conclusione delle loro visita “ad Limina Apostolorum”.

“Vi incoraggio a visitare spesso il seminario, per conoscere personalmente coloro che un giorno potrebbero essere sacerdoti delle vostre chiese locali”, ha detto loro nel discorso pronunciato in lingua inglese.

“Questi contatti diretti aiuteranno anche ad assicurare che i seminari formino ‘personalità mature ed equilibrate, capaci di stabilire solide relazioni umane e pastorali, teologicamente preparate, forti nella vita spirituale, amanti della Chiesa’”.

“Una adeguata formazione nella castità e nel celibato rimane una componente essenziale del periodo di seminario, insieme alla presentazione di una solida e corretta comprensione teologica della Chiesa e del sacerdozio”, ha aggiunto.

In particolare, ha posto l’accento sulla necessità di “una chiara e precisa identificazione delle posizioni incompatibili con l’autorevole autocoscienza della Chiesa come è stato espresso dal Concilio e dai documenti post-conciliari”.

“Questa è una responsabilità personale che ricade su di voi in quanto pastori interessati al futuro delle vostre chiese locali, e non può essere delegata ad altri. Dal momento che la preparazione dei sacerdoti non termina con l’ordinazione, il vostro ministero di santificazione deve anche comprendere la cura della vita spirituale attuale dei vostri sacerdoti e dell’efficacia del loro ministero”, ha cosi sottolineato il Santo Padre.

“Sono convinto – ha infine concluso – che la preghiera sia la forza principale che ispira e forma le vocazioni sacerdotali”.

Perchè come già scritto nella Esortazione Apostolica Post-Sinodale Pastores Gregis: “Le vocazioni hanno bisogno di una diffusa rete di intercessori presso il ‘Padrone della messe’. Quanto più il problema della vocazione sarà affrontato nel contesto della preghiera, tanto più la preghiera aiuterà il prescelto ad ascoltare la voce di Colui che lo chiama” (n. 48).