Il Papa conferma la Liturgia del Cammino Neocatecumenale

Con una Lettera inviata all'iniziatore Kiko Argüello, viene riaffermata la validità degli Statuti approvati nel 2008

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Junno De Jesús Arocho Esteves | 2326 hits

La Segreteria di Stato ha inviato lo scorso 3 aprile una lettera del Santo Padre a Kiko Argüello, iniziatore, insieme Carmen Hernández, del Cammino Neocatecumenale, confermando la prassi liturgica del Cammino riguardo all’Eucarestia e alla Veglia Pasquale. Nella Lettera, il Santo Padre conferma che "per quanto riguarda la celebrazione della veglia pasquale e dell'Eucaristia domenicale, (...) gli articoli 12 e 13 [degli Statuti], letti nella loro interezza, costituiscono, pertanto, il quadro normativo di riferimento". Questa lettera è la risposta ad una missiva inviata in precedenza da Kiko Argüello al Papa, in cui manifestava la sua preoccupazione per alcune interpretazioni negative delle parole del Santo Padre rivolte a 12.000 neocatecumeni durante l'udienza del 1° febbraio 2014. Nella sua risposta, Papa Francesco non solo conferma la piena validità dello Statuto del Cammino Neocatecumenale, ma afferma di conoscere "molto bene il dinamismo evangelizzatore del Cammino Neocatecumenale, l’esperienza di vera conversione di vita di moltissimi fedeli e frutti di bene prodotti grazie alla presenza delle comunità in tutto il mondo". Il Papa "conferma la sua paterna vicinanza" e "la sua parola affettuosa parola di incoraggiamento a Kiko Argüello e a tutti coloro che partecipano al Cammino." E conclude assicurando l'iniziatore del Cammino la "vicinanza" e "il ricordo nel Signore" di Papa Francesco, mentre "manda con tutto il suo cuore a voi, all’equipe internazionale e a tutti i membri del Cammino Neocatecumenale la Benedizione Apostolica". A più di un mese di distanza, abbiamo chiesto a Kiko Argüello di spiegarci il significato di questa lettera.

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Kiko, che significato ha la lettera di Papa Francesco?

Kiko Argüello: Nel corso dell’udienza che il Papa ebbe il 1° febbraio, Francesco inviò 450 famiglie in missione in Cina, Vietnam, India e Mongolia, così come in molte altre città in Europa e nel mondo. Nelle indicazioni fornite alle famiglie, pieno di gioia al vedere tanti figli, ha detto che a volte, per cercare la comunione con la diocesi dove le famiglie sono state inviate, si potrebbe cedere su “alcuni dettagli” in funzione della comunione ecclesiale con la diocesi. Siamo d'accordo che la comunione ecclesiale è molto importante, ma queste parole sono state lette fuori del contesto e interpretate negativamente da alcune persone non favorevoli al Cammino: immediatamente hanno tolto l'Eucaristia celebrata in comunità il sabato notte alla vigilia della domenica e hanno eliminato la Veglia pasquale delle comunità che è un danno terribile. Questo sviluppo mi ha spinto a scrivere una lettera al Papa esprimendo le mie preoccupazioni. Perché il problema è: chi decide quali sono i dettagli che possono essere rimossi? Forse che gli statuti approvati dalla Santa Sede non sono più validi? A causa di queste interpretazioni, alcuni parroci e vescovi hanno cominciato a cambiare la prassi liturgica del Cammino Neocatecumenale che è stato approvato nel 2008 da cinque Congregazioni della Santa Sede, dopo un processo durati diversi anni.

Che valore ha, a questo riguardo, la risposta del Santo Padre?

Kiko Argüello: Il Santo Padre, in questa lettera inviata attraverso mons. Becciu, afferma che ciò che ha detto nelle indicazioni alle famiglie non tocca per nulla gli Statuti del Cammino Neocatecumenale e, citando l'articolo 12, che parla della Veglia pasquale, e l'articolo 13, che parla dell’Eucaristia del Cammino, afferma che “per quanto attiene alle celebrazioni della Veglia Pasquale e dell’Eucaristia domenicale”, essi sono “il quadro normativo di riferimento” per il Cammino. Quindi, grazie a Dio, il Papa ci ha salvato, perché i dettagli di un canto o di cose particolari possono essere cambiati - siamo d'accordo - ma qui abbiamo queste interpretazioni che sembravano annullare gli statuti. Siamo molto felici che il Papa ci vuole bene e ci difende.

Perché questi due articoli sono così importanti?

Kiko Argüello: L’articolo 13 è molto importante perché dice che il Cammino Neocatecumenale celebra l'Eucaristia dopo i primi vespri della domenica in piccole comunità, e che queste celebrazioni fanno parte della pastorale liturgica della parrocchia e sono aperte a tutti. Questa è una cosa meravigliosa perché le comunità sono piene di giovani e siamo riusciti a far sì che i giovani, invece di andare nelle discoteche il sabato sera, vengano all’Eucarestia della domenica. La Santa Sede, comprendendo questo motivo pastorale, ha permesso alcune concessioni per aiutare la partecipazione di tanti giovani. Per noi questo è fondamentale, perché alla fine il punto è uno solo: perché abbiamo così tanti figli?  È come se alcuni ci volessero punire per questo. Il fatto di aver obbedito all'Humanae Vitae ha fatto sì che siamo pieni di giovani e questi giovani sono tutti in Chiesa e da questi giovani nascono le vocazioni per i seminari. Ci sono cento seminari, dove si trovano le vocazioni che provengono da queste famiglie e questo il Papa lo ha capito molto bene.

Per quanto riguarda l'articolo 12, le comunità di tutto il mondo stanno aiutando le parrocchie a riscoprire la Veglia pasquale. La Santa Sede, nel documento fondamentale per la Veglia pasquale Paschalis Solemnitatis, esprimeva dolore vedendo che la Veglia pasquale, invece di essere “la madre di tutte le veglie” e il centro della vita liturgica dei Fedeli, è diventata invece in molte parrocchie soltanto una Messa vespertina. L’articolo 12 dello statuto stabilisce appunto che “il neocatecumenato stimolerà la parrocchia ad una celebrazione più ricca della veglia pasquale”. Il cardinale Cañizares, prefetto della Congregazione per il Culto Divino, ha sottolineato proprio questo ruolo delle comunità neocatecumenali dicendo che la Conferenza Episcopale polacca, ad esempio, ha ringraziato il Cammino perché sta aiutando a recuperare e riscoprire l'importanza della Veglia pasquale in tutta la Polonia.

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Per il testo integrale della Lettera di mons. Angelo Becciu cliccare qui