Il Papa e il presidente senegalese incoraggiano il dialogo islamico-cristiano

Il rispetto delle tradizioni religiose contribuisce all’unità nazionale, afferma il Papa

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CITTA’ DEL VATICANO, giovedì, 13 maggio 2004 (ZENIT.org).- Giovanni Paolo II ha spiegato, questo giovedì, che il rispetto delle tradizioni religiose contribuisce all’unità nazionale, nel ricevere in udienza il presidente del Senegal, Abdoulaye Wade, il quale si è fatto portavoce di una iniziativa di dialogo islamico-cristiano.



“Chiedo all’Altissimo che appoggi gli sforzi di tutti coloro che sono impegnati nella costruzione di una società basata sulla giustizia e la pace, nel rispetto dei valori e delle tradizioni religiose proprie di ciascuno”, ha affermato il Pontefice nel breve discorso in inglese.

Questo rispetto, ha poi aggiunto, “contribuisce all’unità nazionale, così come al mantenimento della concordia e della promozione della fraternità fra tutti i membri della società”.

Al termine dell’incontro con il Santo Padre il presidente ha annunciato una iniziativa di promozione del dialogo fra musulmani e cristiani che culminerà in una conferenza internazionale a Dakar nel dicembre del 2005.

“In questo periodo di evoluzione della umanità, c’è un problema di percezione” delle relazioni fra musulmani e cristiani, ha affermato nel corso di una conferenza stampa. “In linea generale, i cristiani hanno una cattiva percezione dell’Islam”, vedendo in essa anche un “religione che maltratta le donne”.

“In quanto musulmani, dobbiamo difendere l’immagine della nostra religione e far capire come viviamo il nostro Islam”, ha aggiunto.

Da questo presupposto ha avuto origine l’idea di “organizzare una conferenza internazionale sul tema del dialogo islamico-cristiano”, in Senegal, “modello di tolleranza e convivenza fra musulmani e cristiani”, ha così riferito Wade.

Il presidente senegalese ha spiegato di non poter offrire dettagli sui partecipanti, sebbene abbia poi anticipato che interverranno alcuni capi di Stato, e sopratutto, diversi esperti nelle religioni.

In merito all’incontro con Giovanni Paolo II, Wade ha rivelato che il Santo Padre lo ha incoraggiato a continuare nei “suoi sforzi in favore della pace in Africa”.

Al termine dell’udienza, il presidente del Senegal ha fatto dono al Papa di un libro e di un quadro dove viene raffigurata l’isola degli schiavi, Gorée, che il Santo Padre ebbe modo di visitare durante il suo viaggio apostolico nel 1992.

In Senegal il 5% dei più di 10 milioni di abitanti sono cattolici. Il 94% sono musulmani e l’1% professa le religioni animiste tradizionali.