Il Papa esorta a rinnovare la celebrazione della Misericordia nella Confessione

Messaggio alla 60ma Settimana Liturgica Nazionale Italiana

| 1260 hits

CITTA' DEL VATICANO, martedì, 25 agosto 2009 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha chiesto di riprendere e rinnovare la celebrazione della Misericordia di Dio nel sacramento della Confessione in un messaggio

inviato alla 60ma Settimana Liturgica Nazionale Italiana.

Il documento, firmato dal Cardinale Tarcisio Bertone, Segretario di Stato, giunge nell'Anno Sacerdotale e in occasione della celebrazione dei 35 anni dell'entrata in vigore per la Chiesa in Italia del nuovo Rito della Penitenza.

Il testo chiede di "verificare se, al di là del cambiamento rituale, si sia formata un'adeguata mentalità teologica, spirituale e pastorale", proponendo di "favorire una ripresa e un rinnovamento nella celebrazione della Misericordia e nell'esperienza significativa del Perdono divino".

Il testo raccoglie le parole che il Papa ha rivolto in un messaggio al XX corso per il foro interno, promosso dalla Penitenzieria Apostolica il 12 marzo 2009, in cui affermava: "In questo nostro tempo, costituisce una delle priorità pastorali quella di formare rettamente la coscienza dei credenti, perché... nella misura in cui si perde il senso del peccato, aumentano purtroppo i sensi di colpa, che si vorrebbero eliminare con insufficienti rimedi palliativi".

Per questo, il Pontefice considera importante riscoprire il sacramento della Penitenza, che "richiede una catechesi previa e una catechesi mistagogica".

"Accanto a un'adeguata formazione della coscienza morale e a un modo maturo di vivere e celebrare il Sacramento, è necessario favorire nei fedeli l'esperienza dell'accompagnamento spirituale", aggiunge.

Proprio per questo, Benedetto XVI conferma che "oggi c'è bisogno di maestri di spirito saggi e santi, esortando i sacerdoti a mantenere sempre viva in se stessi la consapevolezza di dover essere degni ministri della Misericordia Divina e responsabili educatori delle coscienze, ispirandosi all'esempio del Curato d'Ars, san Giovanni Maria Vianney, di cui proprio quest'anno ricordiamo il 150° anniversario della morte".