Il Papa esorta i vescovi cechi ad andare "alle periferie"

Durante la visita ad limina, Francesco esamina le problematiche pastorali e sociali di un paese vittima in passato di regimi "contrari alla dignità e alla libertà umana" e oggi del "secolarismo" e del "relativismo"

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 416 hits

Nel giorno della festa liturgica dei Santi Cirillo e Metodio, patroni dell’Europa slava, papa Francesco ha incontrato in visita Ad limina Apostolorum i vescovi della Repubblica Ceca.

Durante gli incontri dei giorni scorsi, il Santo Padre ha condiviso con i presuli cechi “le difficoltà e le inquietudini” delle Comunità loro affidate.

“Siete giustamente fieri a motivo delle solide radici cristiane del vostro popolo, la cui fede risale all’evangelizzazione dei santi Cirillo e Metodio”, ha detto il Papa, ricordando ai presuli che “l’adesione a Cristo non è solo conseguenza di un passato seppur importante, ma è atto personale ed ecclesiale che impegna nell’oggi della storia ogni persona e ogni comunità”.

Francesco ha poi esortato i vescovi cechi a “incrementare le opportune iniziative pastorali volte ad una solida preparazione ai Sacramenti e ad una partecipazione attiva alla liturgia”, assieme all’“impegno per l’educazione religiosa e per una presenza qualificata nel mondo della scuola e della cultura”.

“Non può mancare da parte vostra – ha proseguito il Pontefice - un’apertura vigile e coraggiosa agli impulsi nuovi dello Spirito Santo, che distribuisce i suoi carismi e rende disponibili i fedeli laici ad assumere responsabilità e ministeri, utili al rinnovamento e alla crescita della Chiesa”.

Le sfide attuali, ha aggiunto, richiedono “una sinergia tra il clero, i religiosi e i fedeli laici”, ed ognuno nel proprio ruolo “è chiamato a dare un generoso apporto affinché la Buona Novella sia annunciata in ogni ambiente, anche quello più ostile o lontano dalla Chiesa”.

Un nuovo appello, dunque, a muoversi verso “le periferie” e “le diverse categorie di persone, specialmente i più deboli e i più poveri di speranza”.

Accennando alla storia della Repubblica Ceca, papa Francesco ha ricordato come in passato la chiesa di questo paese sia stata “oppressa da regimi fondati su ideologie contrarie alla dignità e alla libertà umana”, mentre oggi deve confrontarsi “con altre insidie, quali ad esempio il secolarismo e il relativismo”.

In questo scenario è “necessario, accanto ad un annuncio instancabile dei valori evangelici, un dialogo costruttivo con tutti, anche con coloro che sono lontani da ogni sentimento religioso”.

Le comunità cristiane devono dunque essere “luoghi di accoglienza, di confronto aperto e pacato”, “operatrici di riconciliazione e di pace, stimolo per l’intera società nel perseguimento del bene comune e nell’attenzione verso i più bisognosi” ed “operatrici della cultura dell’incontro”.

Il Santo Padre si è quindi soffermato sulle “condizioni di precarietà” in cui versano in particolare “famiglie, anziani e malati” e sulle “fragilità spirituali e morali di tante persone, in particolare giovani”, di fronte alle quali “la comunità cristiana tutta si sente interpellata”, a partire dalla persona del vescovo, colui il quale “è chiamato ad offrire ovunque la risposta di Cristo, dedicandosi senza riserve al servizio del Vangelo, santificando, istruendo e guidando il Popolo di Dio”.

Pertanto il Papa ha esortato i presuli cechi ad essere “perseveranti nella preghiera, generosi nel servire il vostro popolo, pieni di zelo nell’annuncio della Parola”, con un “affetto paterno” particolare verso i sacerdoti.

“Vi incoraggio a promuovere in modo sempre più organico e capillare la pastorale vocazionale, per favorire specialmente nei giovani la ricerca di significato e di donazione a Dio e ai fratelli”, ha proseguito il Papa, chiedendo un’attenzione particolare per la “pastorale familiare”.

“La famiglia – ha spiegato - è l’elemento portante della vita sociale e solo lavorando in favore delle famiglie si può rinnovare il tessuto della comunità ecclesiale e la stessa società civile”.

Il Santo Padre ha inoltre sottolineato “l’importanza della presenza dei cattolici nella vita pubblica, come anche nei mezzi di comunicazione”, come “voce di verità sui problemi del momento e si possa percepire la Chiesa come alleata dell’uomo, al servizio della sua dignità”.

L’unione e la solidarietà tra i vescovi e la loro “comunione con il Successore di Pietro”, ha aggiunto, sono uno strumento “imprescindibile per l’efficacia dei lavori” della Conferenza Episcopale Ceca.

Un accenno è stato fatto dal Pontefice al settore economico, dove “è necessario sviluppare un sistema il quale, tenendo conto che i mezzi materiali sono destinati esclusivamente alla missione spirituale della Chiesa, garantisca ad ogni realtà ecclesiale il necessario e la libertà per l’attività pastorale”, ha detto, raccomandando infine di “vigilare attentamente affinché i beni ecclesiastici siano amministrati con oculatezza e trasparenza, siano tutelati e preservati, anche con l’aiuto di laici fidati e competenti”.