Il Papa esorta il movimento di Schönstatt a difendere la famiglia contro la crescente “cultura della morte”

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CASTEL GANDOLFO, giovedì, 9 settembre 2004 (ZENIT.org).- Giovanni Paolo II nel ricevere questo giovedì, nel cortile del Palazzo Apostolico di Castel Gandolfo, il Movimento Internazionale di Schönstatt, ha ricordato la loro responsabilità nel farsi custodi nella società dei valori della famiglia e della vita, contro una crescente cultura che sembra negarli.



“Nel vostro movimento cresce la responsabilità per la società e la comprensione dei rapporti sociali fondati sullo spirito del Cristianesimo”, ha detto il Santo Padre che si è incontrato con loro in occasione dell’inaugurazione del Santuario "Omnia Matri Ecclesiae” di Belmonte (nei pressi della città capitolina) e del Centro Internazionale di Schönstatt a Roma, avvenuta questo mercoledì, 8 settembre.

“Sempre ho fatto in modo di destare nella Chiesa questa responsabilità per il mondo. E perciò vorrei rafforzarvi in questo impegno, che può assumere forme molto svariate”, ha poi detto ai membri presenti dell’Opera di Schönstatt che il 7 settembre hanno partecipato ad una veglia di preghiera nei Giardini Vaticani.

Fra queste forme, ha poi continuato, “è compresa anche la concreta difesa della vita precisamente nella minaccia e nel pericolo di una cultura della morte che si sta diffondendo sempre più, come mostra in modo orribile l’aborto. In questo tutti i fedeli sono esortati a tracciare dei ‘segni luminosi’, di cui il mondo ha continuamente bisogno”.

Il Pontefice ha quindi ringraziato di cuore per “le sue parole amichevoli”, P. Heinrich Walter, il Presidente della Presidenza Generale del Movimento, affermando che esse mostrano esemplarmente come “i diversi rami del vostro movimento si lascino infiammare nel suo amore per la Chiesa dall’apostolato nel mondo odierno e dall’ideale della santità ecclesiale”.

“Gli sforzi di Schönstatt sono diretti in particolare alla famiglia come cellula fondamentale della Chiesa, della Cultura e della società”, ha detto, ricordando poi come “seguendo il consiglio del vostro fondatore riservate alla croce e all’immagine di Maria un posto d’onore nelle vostre case, che diventano ‘santuari della Chiesa’, dove Maria agisce come Madre ed Educatrice”.

“Perciò Maria giunge sempre agli uomini come ‘Madre di Dio in pellegrinaggio’, così che essi sperimentino il suo amore ed aiuto materni”, ha commentato.

“La nostra Chiesa ha bisogno di una vitalizzazione della vita religiosa e dell’opera apostolica”, ha così aggiunto il Pontefice ricordando come in “questo impegno sono uniti l’un l’altro le molte comunità ecclesiali e i molti movimenti spirituali, che lo spirito del Signore ha suscitato alle soglie del Terzo Millennio”.

“Essi sono una risposta della Provvidenza alle tante nuove sfide del nostro tempo”, ha quindi affermato.

“Il vostro nuovo santuario romano è Maria, la Madre della Chiesa, benedetta”, ha affermato auspicando poi che l’Ancilla Domini possa accompagnarli e condurli “lungo il vostro servizio per la Chiesa, attraverso la quale si possono scorgere sempre più chiaramente i tratti della Mater Ecclesiae sul corpo di Cristo” .

Il cardinal Camillo Ruini, vicario generale di Sua Santità per la Diocesi di Roma e presidente della Conferenza episcopale italiana, nel celebrare questo mercoledì la benedizione del Santuario “Omnia Matri Ecclesiae” di fronte a più di 3.000 persone ha detto: “Anzitutto condivido con voi un sentimento di gioia. Oggi viene finalmente realizzata la promessa che è stata fatta a Padre Josef Kentenich, a Roma, nel 1965, in coincidenza con la chiusura del Concilio Vaticano II, per il suo 80° compleanno”.

“Con l'inaugurazione del santuario internazionale, alla famiglia schönstattiana viene affidata una grande missione: portare Schönstatt nel cuore della Chiesa e portare la Chiesa nel cuore di Schönstatt”, ha aggiunto.

“Sono sicuro che voi, cari schönstattiani, farete di tutto perché il dove di Schönstatt sia il dove della Chiesa, le vostre speranze siano le speranze della Chiesa. Sulla tomba del vostro amato Fondatore P. Kentenich (1885 – 1968, ndr), nella sacrestia della Chiesa della Trinità, troneggia la scritta: dilexit ecclesiam”, ha quindi aggiunto.

“Sarebbe bello che di ogni schönstattiano, fedele discepolo del suo Fondatore, si potesse dire: ama la Chiesa, ama il papa, ama i vescovi, ama le istituzioni, ama la missione evangelizzatrice per la costruzione di un nuovo uomo ed di una civiltà dell'amore!”.

“Infine, condivido con voi un sentimento di speranza – ha così concluso –. Nutro viva speranza, infatti, che ogni pellegrino che verrà su questo colle di Belmonte e che pregherà in questo santuario otterrà la triplice grazia del rinnovamento interiore, del sentirsi a casa, della fecondità spirituale”.

Nel mondo esistono oggi più di 160 centri del Movimento di Schönstatt, il cui luogo principale è il Santuario, replica della piccola cappella dedicata a Maria nella quale, il 18 ottobre 1914, avvenne l’atto carismatico di fondazione.

Fanno parte del Movimento di Schönstatt vari milioni di persone presenti in più di 80 Paesi dei cinque continenti.