Il Papa fa appello ai leader mondiali per la difesa del Creato

Videomessaggio di Benedetto XVI al Summit dell'Onu sul clima

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ROMA, giovedì, 24 settembre 2009 (ZENIT.org).- Tutti i leader mondiali si devono impegnare congiuntamente nella salvaguardia del Creato. E' l'appello contenuto nel videomessaggio che Benedetto XVI ha rivolto ai partecipanti al Summit dell’Onu sui cambiamenti climatici, in corso a New York dal 15 settembre fino al 2 ottobre.

Il testo del messaggio ripropone quanto il Papa ha detto durante l’Udienza generale del 26 agosto scorso, nella quale aveva dedicato ampio spazio al tema della difesa dell’ambiente.

“La Terra è davvero un dono prezioso del Creatore – afferma il Papa – che, nel designare il suo ordine intrinseco, ci ha fornito delle linee guida che ci aiutano nella salvaguardia del Creato”.

“E proprio all'interno di questo contesto, la Chiesa considera le questioni concernenti l'ambiente e la sua salvaguardia come intimamente legate allo sviluppo umano integrale”, ha aggiunto.

Il Pontefice sottolinea quindi l'importanza “che la comunità internazionale e i singoli governi diano giusti segnali ai propri cittadini e sappiano contrastare in maniera efficace le modalità di utilizzo dell'ambiente che risultino ad esso dannose”.

Altresì, aggiunge, è doveroso che “i costi economici e sociali derivanti dall'uso delle risorse ambientali siano riconosciuti in maniera trasparente da coloro che ne usufruiscono e non da altre popolazioni o dalle generazioni future”.

“La protezione dell'ambiente, delle risorse e del clima richiede che tutti i responsabili internazionali agiscano congiuntamente, nel rispetto della legge e promuovendo la solidarietà nei confronti delle regioni più deboli del pianeta”, afferma il Papa.

“Insieme – avverte – noi possiamo dare vita a uno sviluppo umano integrale vantaggioso per tutti i popoli, presenti e futuri, uno sviluppo che si ispira ai valori della carità nella verità”.

“Perché ciò si avveri è essenziale che il modello corrente di sviluppo globale si trasformi mediante una più vasta e condivisa accettazione della responsabilità per il Creato – continua –: ciò è necessario non solo per i fattori ambientali, ma anche per lo scandalo della fame e della povertà".