Il Papa ha benedetto gli agnelli la cui lana servirà a confezionare i sacri Pallii

Come ogni anno in occasione della solennità di Sant’Agnese

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CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 22 gennaio 2006 (ZENIT.org).- In occasione della memoria liturgica di Sant’Agnese, Benedetto XVI ha benedetto sabato mattina, nella Cappella Urbano VIII del Palazzo Apostolico Vaticano, due agnelli vivi presentati dal Capitolo Lateranense e la cui lana sarà utilizzata per confezionare i sacri Pallii.



Come spiegato in una occasione da monsignor Crispino Valenziano, consulente dell’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie, il Pallio indossato da Benedetto XVI per la prima volta nella Messa Solenne di inizio pontificato, il 24 aprile 2005, è diverso da quello degli ultimi Papi perché assume la forma che aveva in origine.

Il Pallio, infatti, pende sul lato sinistro – invece di cadere diritto sul petto – e termina con una parte in seta nera. Inoltre, vi sono tessute sopra cinque croci in seta rossa, come le piaghe del Pastore che si è fatto crocifiggere per le sue pecore.

Il paramento è poi ornato da tre spille gemmate, chiamate “aciculae”, che ricordano la Passione di Cristo.

Il Pallio, insegna liturgica d’onore e di giurisdizione indossata dal Papa e dagli Arcivescovi Metropoliti nelle loro chiese e in quelle delle loro province, vuole simboleggiare la pecorella smarrita e ritrovata, portata sulle spalle dal Buon Pastore, e l’Agnello crocifisso per la salvezza dell’umanità.

Inizialmente attributo esclusivo del Sommo Pontefice, venne poi accordato dal Santo Padre anche ai Vescovi che avessero ricevuto dalla Sede Apostolica una speciale giurisdizione: nel 513, infatti, Papa Simmaco lo concesse a Cesario, Vescovo di Arles.

Come segno di speciale vicinanza alla Sede Apostolica, è collocato dai Vescovi intorno alle spalle, proprio a simboleggiare un agnello.
Il Pontefice benedice i nuovi Pallii il 29 giugno, in occasione della Solennità dei Santi Pietro e Paolo. Essi vengono quindi riposti in un’urna di bronzo donata da Benedetto XIV e conservata nella cosiddetta “nicchia dei pallii” presso la Confessione di San Pietro.

I due agnelli, in genere dono dei religiosi dell’Ordine dei Canonici Regolari Lateranensi, che servono la Basilica di Sant’Agnese fuori le Mura, sono stati allevati nel Monastero trappista delle Tre Fontane, il cui Abate è padre Jacques Brière.

Dopo la tosatura, saranno le suore del Monastero benedettino di Santa Cecilia in Trastevere a provvedere alla confezione dei Pallii.

La benedizione degli agnelli ha luogo nel giorno in cui si commemora Sant’Agnese, per ricordarne la morte cruenta, avvenuta nel Circus Agonalis (attuale Piazza Navona), luogo dove sorge oggi la cripta a lei dedicata, e dove venne esposta e poi trafitta con un colpo di spada alla gola, nel modo in cui si uccidevano gli agnelli.

Nata nel III secolo da nobile famiglia, a dodici anni Agnese consacrò la propria vita a Dio facendo voto di verginità.

Dopo lo scoppio di una terribile persecuzione contro i Cristiani, venne denunciata in quanto tale dal figlio del prefetto di Roma, che la ragazza aveva respinto per tener fede alla promessa fatta al Signore.

Per questo motivo, e anche per un gioco di parole latine che lega il nome di Agnese all\'agnus, l’iconografia raffigura spesso la Santa con una pecorella o un agnello, simboli del candore e del sacrificio.