Il Papa incoraggia gli scienziati riuniti in Sicilia per discutere sulle emergenze planetarie

| 817 hits

CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 25 agosto 2006 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha voluto salutare, attraverso un telegramma firmato dal Segretario di Stato vaticano, il Cardinale Angelo Sodano, i 100 scienziati provenienti da 26 Paesi che hanno preso parte alla 36º Sessione dell’Incontro Internazionale di Erice, in Sicilia, sulle emergenze planetarie.



Nel messaggio, diretto al professor Antonino Zichichi, Direttore del “Centro Ettore Majorana” e Presidente della Federazione Mondiale degli Scienziati (World Federation of Scientists) il Papa ha auspicato “ogni successo per l’importante iniziativa” e assicurato “un orante ricordo” agli organizzatori e ai partecipanti.

Il seminario, che si è tenuto dal 19 al 24 settembre, ha analizzato le diverse emergenze planetarie che possono rendere l’uomo più vulnerabile e la terra meno accogliente, prestando particolare attenzione alla minaccia del terrorismo.

Secondo quanto ha spiegato il professor Zichichi ai microfoni di “Radio Vaticana”, “gli scienziati di Erice vogliono far capire al grande pubblico che siamo tutti imbarcati nella stessa navicella spaziale. Difenderla è un nostro dovere”.

“L’emergenza culturale è una delle conseguenze più devastanti. La più drammatica è quella del terrorismo, che ci fa fare salti indietro di secoli nel tempo”, ha denunciato lo scienziato che è anche membro della Pontificia Accademia delle Scienze.

“Centinaia di milioni di persone entrano ogni anno nel mercato energetico, perchè tutti vogliono vivere al meglio. Noi siamo divoratori di energia. Non possiamo evitare questa richiesta. Un accordo deve essere stabilito affinché l’atmosfera non diventi una camera a gas”, ha sottolineato poi.

Oltre alle emergenze energetiche e alla presentazione di un progetto per lo sviluppo di centrali nucleari di quarta generazione, è stato anche analizzato il fenomeno del surriscaldamento planetario.

“Noi continuiamo ad introdurre gas ad effetto serra nell’atmosfera, bruciando carbone e petrolio. E’ civile bruciare un milione di chili di una sostanza per ottenere la stessa quantità di energia che si può ottenere bruciando un solo chilo? Ecco cosa bisogna far capire alla gente”, ha affermato lo scienziato.

Inoltre, sono state prese in esame altre minacce, spesso ignorate, come le possibili collisioni con oggetti cosmici.

Durante i lavori è stato denunciato, inoltre, come la plastica attraverso un sempre più massiccio inquinamento idrico, sia entrata definitivamente nella catena alimentare dell’uomo producendo una serie di squilibri ed effetti nocivi per il sistema ormonale.

L’analisi delle emergenze planetarie ha anche affrontato rischi determinati da sviluppi recenti, quali Internet. Attraverso la rete si è constatato – secondo quanto riferito dalla “Radio Vaticana” –che è possibile sabotare centrali elettriche ed acquedotti.

Per questo occorre trasferire nei Paesi in via di sviluppo le tecnologie per la sicurezza informatica.

E’ stata poi espressa preoccupazione per un’eventuale epidemia virale attraverso mutazioni di virus già esistenti, come quello dell’aviaria.

Infine gli scienziati hanno sottolineato che la comprensione e la prevenzione delle emergenze non possono prescindere da un impegno immediato e responsabile in difesa della terra.