Il Papa incoraggia una iniziativa di pace con al centro dieci ragazzi palestinesi e israeliani

Giunti in Italia con le loro famiglie, vittime delle violenze in corso in quelle regioni

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CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 27 giugno 2004 (ZENIT.org).- Questa domenica, Giovanni Paolo II ha sottolineato il dovere comune di aiutare Palestinesi e Israeliani a porre fine al loro conflitto, nell’accogliere dieci ragazzi appartenenti a questi popoli, giunti insieme alle proprie famiglie nella veste di ambasciatori di pace per prendere parte alla manifestazione “Napoli e il Mediterraneo per la pace”.



“Saluto i ragazzi israeliani e palestinesi che, con i loro familiari, sono ospitati a Napoli. Insieme, essi vogliono dire al mondo che desiderano la pace e la riconciliazione per la Terra Santa”, ha affermato il Papa nel discorso introduttivo alla recita dell’Angelus.

“Lo dicono con forza tanto maggiore in quanto nelle loro famiglie, sia palestinesi che israeliane, vi sono state vittime del conflitto in corso. E’ dovere di tutti non deludere questi ragazzi e aiutarli a crescere nella fiducia in Dio e negli altri”, ha poi detto.

I ragazzi palestinesi e israeliani, giunti a Roma in rappresentanza di 500 famiglie vittime della guerriglia in atto nei loro territori, sono stati accolti a Napoli dal 25 fino al 27 giugno su iniziativa della “Fondazione Banco di Napoli per l’assistenza all’infanzia”, da una delegazione di coetanei italiani e ed extracomunitari residenti in Campania.

Questi piccoli ambasciatori di pace si sono recati sabato presso l’aula magna storica dell’Università “Federico II” di Napoli, per incontrarsi con il rettore Guido Trombetti e consegnare nelle sue mani un documento in cui hanno chiesto all’Ateneo “di rendersi promotore di incontri e studi per esaltare le ragioni della pace nel mondo respingendo le cause della guerra”, come informa una nota dello stesso Ateneo.

Successivamente i ragazzi si sono recati al comando Nato di Bagnoli, dove nel corso di una cerimonia ufficiale presenziata dal prefetto di Napoli Renato Profili, dal generale di brigata Vincenzo Giuliani, comandante provinciale dei carabinieri di Napoli, e dal presidente della Fondazione, Bruno Cosentini, hanno lasciato il calco delle proprie mani sul basamento di un monumento dedicato alla pace.