Il Papa invita a lasciar spazio a Dio nella vita pubblica

Celebrando l’Eucaristia nella parrocchia di Castel Gandolfo

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CASTEL GANDOLFO, mercoledì, 17 agosto 2005 (ZENIT.org).- Il 15 agosto, solennità dell’Assunzione di Maria, Benedetto XVI ha invitato a lasciar spazio a Dio nella vita privata e pubblica per recuperare il rispetto per la dignità umana.



L’appello del Pontefice è risuonato, in modo del tutto straordinario, durante l’omelia della Messa che ha celebrato nella parrocchia di San Tommaso da Villanova a Castel Gandolfo, sede della residenza estiva dei Papi.

Durante l’omelia, che ha pronunciato improvvisando, il Santo Padre ha parlato del “Magnificat”, il “canto meraviglioso” in cui Maria auspica che Dio sia grande nel mondo e nella sua vita.

Nell’epoca moderna, ha constatato il Papa, si è pensato che “accantonando Dio ed essendo noi autonomi, seguendo solo le nostre idee, la nostra volontà, saremmo divenuti realmente liberi”.

“Dove scompare Dio, l’uomo non diventa più grande – ha spiegato –; perde anzi la dignità divina, perde lo splendore di Dio sul suo volto”.

“Alla fine risulta solo il prodotto di un’evoluzione cieca e, come tale, può essere usato e abusato”.

Per questo motivo, il Pontefice ha sottolineato che “solo se Dio è grande, anche l’uomo è grande”.

“Applichiamo questo alla nostra vita – ha invitato i fedeli di Castel Gandolfo, località a circa 30 chilometri da Roma –. E’ importante che Dio sia grande tra di noi, nella vita pubblica e nella vita privata”.

“Nella vita pubblica, è importante che Dio sia presente, ad esempio, mediante la Croce negli edifici pubblici, che Dio sia presente nella nostra vita comune, perché solo se Dio è presente abbiamo un orientamento, una strada comune”.

“Altrimenti – ha spiegato – i contrasti diventano inconciliabili, non essendoci più il riconoscimento della comune dignità”.

“Rendiamo Dio grande nella vita pubblica e nella vita privata. Ciò vuol dire fare spazio ogni giorno a Dio nella nostra vita, cominciando dal mattino con la preghiera, e poi dando tempo a Dio, dando la domenica a Dio”, ha osservato.

“Se Dio entra nel nostro tempo – ha aggiunto –, tutto il tempo diventa più grande, più ampio, più ricco”.