Il Papa invita i fedeli a non cedere all’”attrazione della violenza”

La risposta dell’uomo di fede si trova nel perdono e nel dono spontaneo di pace

| 439 hits

CITTA’ DEL VATICANO, 10 marzo 2004 (ZENIT.org).- Giovanni Paolo II, nel discorso pronunciato stamani a commento del Salmo 19, ha invitato gli 11 mila fedeli presenti a non lasciarsi sedurre dall’attrazione che spinge gli uomini alla guerra e alla violenza, opponendo ad ogni forma di malvagità le armi proprio del giusto: “la fede, la benevolenza, il perdono, l’offerta di pace”.



“Il Salmo regale” che il Santo Padre ha preso come oggetto di riflessione nel tradizionale incontro dell’Udienza generale del Mercoledì, costituisce un passo poetico nel quale il popolo d’Israele, fiducioso in Dio, rende grazie a Lui per averlo salvato da un nemico dotato di impareggiabile forza.

“Pur nella sua concretezza storica così legata alla logica della guerra”, il Salmo, afferma il Santo Padre, “può diventare un invito a non lasciarsi mai catturare dalla attrazione della violenza”.

“Ad ogni forma di malvagità il giusto oppone la fede, la benevolenza, il perdono, l’offerta di pace”, ha in seguito aggiunto, prima di citare il commento a questo Salmo fatto dallo storico della Chiesa dei primi secoli, Eusebio di Cesarea (vissuto fra il III e IV secolo), secondo cui il cristiano non teme il “male della morte” perchè sa di poterla vincere “per opera di Cristo”.

Cristo, ha spiegato Giovanni Paolo II, non entra nel mondo con l’ausilio degli eserciti, “ma con la potenza dello Spirito e sferra l’attacco definitivo contro il male e la prevaricazione, contro la prepotenza e l’orgoglio, contro la menzogna e l’egoismo”.

E la preghiera che ci rinsalda in questa convinzione ci disvela il Signore come “sorgente della sicurezza”. Ecco che “la Parola di Dio non appare allora un astratto messaggio, ma una voce che si adatta alle piccole e grandi miserie dell’umanità”.

Al termine della catechesi riassunta nelle diverse lingue, il Pontefice ha rivolto un saluto speciale ai giovani, ai malati e agli sposi novelli, presenti nell’ Aula Paolo VI.

“Il cammino quaresimale che stiamo percorrendo, vi conduca, cari giovani, a una fede in Cristo sempre più consapevole; accresca in voi, cari malati, la speranza in Cristo crocifisso che ci sostiene nella prova; aiuti voi, cari sposi novelli, a fare della vostra vita famigliare una missione di amore fedele e generoso”, ha infine detto.