Il Papa invoca sull’Italia l’intercessione di San Francesco per un futuro di speranza

Celebrati i 750 anni della consacrazione della Basilica a lui dedicata in Assisi

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ASSISI, domenica, 23 maggio 2004 (ZENIT.org).- Giovanni Paolo II nel rivolgere questa domenica un pensiero al Cardinale Giovanni Battista Re e ai partecipanti alle celebrazioni per il 750° anniversario di consacrazione della Basilica di San Francesco in Assisi, ha auspicato un “futuro di speranza” per l’Italia.



“Mi unisco alla comune preghiera per invocare l’intercessione del Santo Patrono d’Italia sull’intera Nazione, affinché possa guardare avanti a un futuro di speranza, aperto alla concordia e alla solidarietà”, ha affermato quest’oggi il Santo Padre nei saluti in lingua italiana al termine della preghiera del Regina Caeli.

La Basilica di San Francesco fu consacrata il 25 maggio 1253 da Papa Innocenzo IV, il quale, come scritto dal Pontefice nella lettera indirizzata al Cardinale Giovanni Battista Re, Prefetto della Congregazione per i Vescovi, designato Suo Inviato Speciale per queste celebrazioni, “più volte mostrerà la sua venerazione e benevolenza in San Francesco e nella sua famiglia religiosa”.

Per la speciale occasione il Sacro Convento d'Assisi, ha organizzato una settimana di festeggiamenti.
Proprio in questa città, dove Giovanni Paolo II aveva invitato i rappresentanti delle religioni del mondo a venire il 24 gennaio 2002 al fine di “pregare per il superamento delle contrapposizioni e per la promozione dell’autentica pace”, infatti, da mercoledì 19 fino al 24 maggio, si sono svolte cinque giornate all’insegna della pace e della solidarietà, condite di musica, incontri accademici e momenti collettivi di preghiera.

Fra le diverse iniziative, la manifestazione “Nel Nome del cuore”, alla sua seconda edizione, trasmessa in diretta Rai dalla Basilica Superiore di San Francesco di Assisi il 19 maggio, e che ha visto la partecipazione di cantanti, attori ed ospiti d’eccezione come Claudio Baglioni, Pino Daniele, Fiorella Mannoia e Ron.

Il 22 maggio si è poi tenuto il concerto dal titolo “L'infinitamente piccolo”' di Angelo Branduardi, nella Piazza Inferiore della Basilica di San Francesco. Le offerte raccolte nelle due serate, affermano gli organizzatori, verranno devolute alle popolazioni dello Zambia e del Malawi (lo scorso anno il denaro raccolto, circa 112 mila euro, servì all' acquisto di prodotti sanitari).

Il cardinale Giovanni Battista Re ha presieduto la messa di domenica 23 maggio, a cui era presenti numerosi rappresentanti diplomatici, accreditati presso la Santa Sede e lo Stato italiano. Il porporato nella sua omelia avrebbe sottolineato, secondo quanto riferito da Radio Vaticana, l’attualità del messaggio di San Francesco(1182-1226), che “continua ad irradiarci in una società come quella odierna aggredita da terrorismo, guerra e violazione dei diritti umani”.

Al termine della funzione religiosa, poi 25 giovani, di cui 5 dai diversi continente e 20 in rappresentanza delle regioni italiane, hanno lanciato in aria 750 palloncini, di colore bianco e giallo contenenti dei messaggi di pace. Gesto che portavoce del Sacro Convento d'Assisi, padre Enzo Fortunato ha commentato come “un modo per confermare il nostro ruolo di centro di dialogo per la pace anche nella nuova Europa”.

Sul significato di questo anniversario, padre Enzo Fortunato, in un’intervista diffusa quest’oggi dalla “Radio Vaticana”, ha commentato che esso trae origine “dall’universalità della Basilica di San Francesco”. Francesco – ha spiegato – “è stata la persona che si è accostato ad ogni uomo; non ha mai escluso nessuno dal suo giro di amicizie, anzi si è addirittura avvicinato agli ultimi, ai peccatori, a coloro che la società rifiutava come i lebbrosi”.

Padre Fortunato nel ricordare poi l’amore del Santo Padre per questa città, ha anche aggiunto che “Assisi è stata la città che il Papa ha visitato più di ogni altra città nel suo lungo Pontificato.”

“E’ stato infatti ad Assisi per ben sei volte. Ricorderemo tutti quella visita lampo, a pochi giorni dalla sua elezione; poi con i vescovi italiani", nel 1992 per gli 800 anni dalla nascita di San Francesco; e ancora durante la visita "per pregare per la pace in Bosnia-Erzegovina"; e "nell’86, quando imperversava la guerra fredda tra le due superpotenze”.

“Poi ancora dopo i tragici eventi dell’11 settembre; ed infine subito dopo il terremoto per venire a consolare e a lenire il dolore non soltanto della nostra comunità ma delle popolazioni delle Marche e dell’Umbria”, ha concluso infine padre Fortunato nel ricordare il tragico accaduto verficatosi il 26 settembre del 1997 dove persero la vita due frati e due tecnici comunali morti nel crollo parziale del transetto della Basilica Superiore di Assisi.