Il Papa: la chiave per uscire dalla crisi è l'educazione dei giovani

Offre la collaborazione della Chiesa nel settore educativo e assistenziale

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CITTA' DEL VATICANO, lunedì, 12 gennaio 2009 (ZENIT.org).- Durante l'udienza concessa questo lunedì ai membri dell'Amministrazione della Regione Lazio, della città e della provincia di Roma per il tradizionale incontro di inizio anno, Benedetto XVI ha sottolineato che per affrontare l'attuale crisi mondiale è necessaria una “formazione ai valori”, soprattutto per i giovani.

La crisi economica che sta colpendo la comunità mondiale, ha affermato, “è connessa a quella strutturale, culturale e di valori”.

Questa crisi di valori, spiega, è evidente principalmente tra i giovani, in cui si affievoliscono “i valori naturali e cristiani che danno significato al vivere quotidiano e formano ad una visione della vita aperta alla speranza” ed “emergono invece desideri effimeri e attese non durature, che alla fine generano noia e fallimenti”.

Il Papa ha lamentato le notizie sulla violenza giovanile e la morte in incidenti, e ha spiegato che esiste un'“emergenza educativa” alla quale anche la Chiesa deve rispondere.

L'attuale “nichilismo”, ha osservato, ha come conseguenza la tendenza “a banalizzare il valore della stessa vita per rifugiarsi nella trasgressione, nella droga e nell’alcool, diventati per taluni rito abitudinario del fine settimana”.

“Persino l’amore rischia di ridursi ad una semplice cosa che si può comprare e vendere e anzi l’uomo stesso diventa merce”.

In questo contesto, il Pontefice ha invitato i poteri pubblici a “dedicarsi seriamente ai giovani, a non lasciarli in balìa di se stessi ed esposti alla scuola di 'cattivi maestri', ma ad impegnarli in iniziative serie, che permettano loro di comprendere il valore della vita in una stabile famiglia fondata sul matrimonio”.

La Chiesa, ha sottolineato, “con un’intuizione che vorrei dire profetica”, “da anni concentra i suoi sforzi sul tema dell’educazione”.

Nel campo dell'istruzione, ha constatato, “è chiamata a dare il suo apporto stimolando la riflessione e formando le coscienze dei fedeli e di tutti i cittadini di buona volontà”.

E' inoltre una “priorità inderogabile” “la formazione al rispetto delle norme, all’assunzione delle proprie responsabilità, a una impostazione di vita che riduca l’individualismo e la difesa degli interessi di parte per tendere insieme al bene di tutti, avendo particolarmente a cuore le attese dei soggetti più deboli della popolazione, non considerati un peso, bensì una risorsa da valorizzare”.

“Forse mai come oggi la società civile comprende che soltanto con stili di vita ispirati alla sobrietà, alla solidarietà ed alla responsabilità, è possibile costruire una società più giusta e un futuro migliore per tutti”, ha riconosciuto il Vescovo di Roma.

Collaborazione della Chiesa di fronte alla crisi

Nella situazione attuale, il Papa ha invitato i pubblici poteri ad avere una volontà concorde “di reagire, superando le divisioni e concertando strategie che, se da una parte affrontano le emergenze di oggi, dall’altra mirano a disegnare un organico progetto strategico per gli anni futuri”.

In questo senso, ha riconosciuto l'opera che le istituzioni cattoliche, soprattutto le Caritas diocesane, stanno svolgendo nella regione, e ha chiesto “una sinergia fra tutte le Istituzioni per offrire risposte concrete alle crescenti necessità della gente”.

Allo stesso modo, ha incoraggiato una maggiore collaborazione tra Chiesa e poteri pubblici, “nel rispetto delle reciproche competenze”, in tutti i campi, incluso quello sanitario.

La Chiesa, ha ribadito, “non chiede né vanta privilegi, ma desidera che la propria missione spirituale e sociale continui a trovare apprezzamento e cooperazione”.