Il Papa: le opere educative e caritatevoli cattoliche devono essere veramente “cattoliche”

Ricevendo i vescovi statunitensi di Portland, nell’Oregon, Seattle e Anchorage

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CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 25 giugno 2004 (ZENIT.org).- Giovanni Paolo II ha chiesto giovedì alle opere educative e caritatevoli cattoliche di essere “cattoliche nella propria comprensione di sé e cattoliche nella loro identità”.



Lo ha spiegato nel discorso rivolto ai vescovi statunitensi delle province ecclesiastiche di Portland, nell’Oregon, Seattle e Anchorage, a conclusione della loro visita quinquennale “ad limina apostolorum”.

Le istituzioni educative e caritatevoli della Chiesa, ha cominciato a spiegare il Santo Padre, “esistono per un solo motivo: proclamare il Vangelo”.

“La loro testimonianza deve nascere sempre ‘ex corde Ecclesiae’, dall’autentico cuore della Chiesa – ha aggiunto -. E’ estremamente importante, quindi, che le istituzioni della Chiesa siano veramente cattoliche nella loro comprensione di sé e nella loro identità”.

“Coloro che partecipano agli apostolati di queste istituzioni, anche se non hanno fede, dovrebbero mostrare un apprezzamento sincero e rispettoso per la missione che costituisce la loro ispirazione e la loro profonda ragion d’essere”, ha continuato il Santo Padre.

“Le numerose istituzioni della Chiesa negli Stati Uniti – scuole, università, ospedali e agenzie caritatevoli – non solo devono aiutare i fedeli a pensare e ad agire in piena conformità con il Vangelo, superando ogni separazione tra fede e vita, ma devono anche offrire una chiara testimonianza istituzionale della verità salvatrice”, ha aggiunto.

“Questo comporta la necessità di riesaminare costantemente le proprie priorità alla luce della loro missione e offrire una testimonianza convincente, in una società pluralista, degli insegnamenti della Chiesa, soprattutto relativamente alla vita umana, al matrimonio e alla famiglia, e del corretto svolgimento della vita pubblica”, ha proseguito.

Per quanto riguarda in particolare le istituzioni educative, il Vescovo di Roma ha sottolineato che “potranno contribuire efficacemente alla nuova evangelizzazione solo se difenderanno e incoraggeranno chiaramente la loro identità cattolica”.

“Questo implica – ha continuato il Papa – che i fondamenti dell’educazione che impartiscono devono fare costantemente riferimento a Gesù Cristo e al Suo messaggio, com’è presentato dalla Chiesa nei suoi insegnamenti dogmatici e morali”.

“Un’autentica educazione cattolica promuoverà un’integrazione della conoscenza nel contesto di una visione della persona umana e del mondo illuminata dal Vangelo”.

Relativamente alla presenza della Chiesa cattolica nell’educazione secondaria, il Santo Padre ha sottolineato la necessità di appoggiare l’opera delle “scuole parrocchiali”, che “hanno fatto molto per offrire una solida educazione accademica, morale e religiosa a molti Statunitensi, cattolici e non”.

Questi principi valgono anche per gli ospedali e le opere caritatevoli cattoliche, ha riconosciuto infine il Papa, che ha chiesto di implementare politiche “pienamente conformi all’insegnamento morale della Chiesa nelle organizzazioni di assistenza sanitaria cattoliche”.

“Ognuno degli aspetti della loro vita – ha concluso – deve riflettere la loro ispirazione religiosa e la loro intima unione con la missione della Chiesa di portare la luce soprannaturale, la cura e la speranza a uomini e donne di tutti gli stati nel loro pellegrinaggio terreno”.