Il Papa loda la Conferenza di Ginevra contro il razzismo

La Santa Sede parteciperà con una sua delegazione

| 676 hits

CITTA' DEL VATICANO, domenica, 19 aprile 2009 (ZENIT.org).- Questa domenica Benedetto XVI ha espresso parole di apprezzamento per la Conferenza di esame della Dichiarazione di Durban del 2001 contro il razzismo, la discriminazione razziale, la xenofobia e la relativa intolleranza che si aprirà lunedì a Ginevra.

Parlando da Castel Gandolfo, dove ha guidato la recita del Regina Cæli, il Papa ha detto che “si tratta di un’iniziativa importante perché ancora oggi, nonostante gli insegnamenti della storia, si registrano tali deplorevoli fenomeni”.

Quella in programma da lunedì a venerdì a Ginevra, la cosiddetta Durban II, è una Conferenza di riesame chiamata a valutare l’attuazione degli obiettivi posti dalla Conferenza mondiale tenutasi in Sud Africa nel 2001.

“La Dichiarazione di Durban – ha continuato il Pontefice – riconosce che 'tutti i popoli e le persone formano una famiglia umana, ricca in diversità. Essi hanno contribuito al progresso della civiltà e delle culture che costituiscono il patrimonio comune dell’umanità… la promozione della tolleranza, del pluralismo e del rispetto può condurre ad una società più inclusiva'".

“A partire da queste affermazioni – ha continuato – si richiede un’azione ferma e concreta, a livello nazionale e internazionale, per prevenire ed eliminare ogni forma di discriminazione e di intolleranza”, oltre a “una vasta opera di educazione, che esalti la dignità della persona e ne tuteli i diritti fondamentali”.

“La Chiesa, da parte sua, ribadisce che solo il riconoscimento della dignità dell’uomo, creato ad immagine e somiglianza di Dio, può costituire un sicuro riferimento per tale impegno”, ha sottolineato Benedetto XVI.

“Da questa origine comune, infatti – ha spiegato – , scaturisce un comune destino dell’umanità, che dovrebbe suscitare in ognuno e in tutti un forte senso di solidarietà e di responsabilità”.

Infine, il Papa ha auspicato che i paesi partecipanti alla Conferenza di Ginevra possano lavorare insieme “per mettere fine ad ogni forma di razzismo, discriminazione e intolleranza, segnando così un passo fondamentale verso l’affermazione del valore universale della dignità dell’uomo e dei suoi diritti, in un orizzonte di rispetto e di giustizia per ogni persona e popolo”.

Intanto, i delegati del Comitato preparatorio hanno raggiunto un compromesso sulla bozza di dichiarazione finale della Conferenza di Ginevra, dalla quale sono stati tolti i principali punti di discordia tra Paesi occidentali e Paesi musulmani, in particolare la stigmatizzazione di Israele e la diffamazione delle religioni.

Tuttavia, malgrado i cambiamenti apportati al testo finale, paesi come l'Italia, gli Stati Uniti, Israele e Canada – che già avevano disertato i lavori del Comitato preparatorio della bozza – hanno annunciato di non voler partecipare alla Conferenza.

A tal proposito, l'Alto Commissario Onu per i Diritti Umani, Navi Pillay, ha criticato il boicottaggio da parte di questi paesi.

La Santa Sede, dal canto suo, ha invece confermato che parteciperà alla Conferenza di Ginevra con una delegazione presieduta dall'Osservatore permanente presso le Nazioni Unite di Ginevra, mons. Silvano Maria Tomasi.