Il Papa plaude all'impegno dei Cavalieri di Colombo per la libertà religiosa

Messaggio del Papa al Cavaliere Supremo Carl Albert Anderson, per il 130° Convegno annuale dei Cavalieri di Colombo

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di Antonio Gaspari

CITTA' DEL VATICANO, lunedì, 6 agosto 2012 (ZENIT.org) - In occasione del 130° Convegno Supremo annuale dei Cavalieri di Colombo, in programma in questi giorni ad Anaheim in California, il Cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone, SDB, a nome del Santo Padre, ha fatto pervenire al Sig. Carl Albert Anderson, Supremo Cavaliere, un messaggio in cui ha rinnovato la gratitudine e il sostegno per la difesa della libertà della Chiesa e dei diritti di tutti i credenti.

Il messaggio si colloca in un contesto particolare, nel corso del quale la Chiesa cattolica degli Stati Uniti si sta opponendo alla riforma sanitaria del Governo che obbliga i credenti a pagare per sostenere interruzioni volontarie di gravidanzen e contraccettivi abortivi. Tale obbligo è stato indicato, non solo dalla Chiesa cattolica, come una violazione della libertà religiosa.    

Nel messaggio, il pontefice Benedetto XVI si rivolge a Carl Albert Anderson, per sottolineare il tema della Convention che è appunto quello di “proclamare la libertà in tutto il paese”.

Un tema – è scritto nel messaggio – che “evoca non solo i grandi ideali biblici di libertà e giustizia i quali hanno ispirato la fondazione degli Stati Uniti d'America, ma anche la responsabilità di ogni nuova generazione di preservare, difendere e promuovere quei grandi ideali in ogni tempo”.

Ha spiegato Benedetto XVI: “Nel momento in cui sforzi concertati sono stati fatti per ridefinire e limitare l'esercizio del diritto alla libertà religiosa, i Cavalieri di Colombo hanno lavorato senza sosta per aiutare la comunità cattolica a riconoscere e rispondere alla gravità di queste nuove minacce alla libertà della Chiesa e alla pubblica testimonianza morale”.

Ha sottolineato il Pontefice: “Difendendo il diritto di tutti i credenti, come singoli cittadini e nelle loro istituzioni, a lavorare responsabilmente nel plasmare una società democratica ispirata alla loro fede, ai loro valori e aspirazioni, il vostro Ordine ha testimoniato gli alti principi religiosi e patriottici che l’hanno ispirato fin dalla fondazione”.

“I Cavalieri di Colombo, sono nati come una società fraterna fedele alla Chiesa e impegnata nell’assistenza reciproca, pionieri nello sviluppo dell'apostolato moderno dei laici” per questo motivo, continua il messaggio -  il Papa “è convinto che la Convenzione continuerà a a sostenere questa eredità fornendo ispirazione, guida e direzione ad una nuova generazione di fedeli e laici cattolici”.

L’invito a promuovere e sostenere un laicato cattolico libero dai condizionamenti della cultura dominante, capace di contrastare il tentativo di delegittimare la partecipazione della Chiesa nel dibattito pubblico sulle questioni che stanno determinando il futuro della società Americana, era già stato sollecitato dal Pontefice ai Vescovi statunitensi in Visita ad Limina il 19 gennaio di quest’anno.

Tenuto conto di questa urgenza, il Santo Padre ha incoraggiato il Consiglio Supremo a rafforzare i lodevoli programmi di formazione permanente, catechetica e spirituale, che sono stati a lungo una caratteristica dei cavalieri di Colombo.

Ogni Cavaliere, infatti nella sue promesse battesimali, si è impegnato a testimoniare quotidianamente, la sua fede in Cristo, il suo amore per la Chiesa e il suo impegno per la diffusione del Regno di Dio in questo mondo.

Prendendo spunto dall’imminente inaugurazione dell'Anno della Fede, il Papa prega affinché i Cavalieri di Colombo possano manifestare “una sempre più ferma volontà di professare la loro fede battesimale, celebrandola più intensamente nella liturgia, e renderla manifesta attraverso la testimonianza della loro vita” (cf. Fidei Porta, 9).

In modo particolare, Benedetto XVI  ha inteso trasmettere “la sua profonda gratitudine personale per il dono spirituale di preghiere e sacrifici, che i Cavalieri e le loro famiglie hanno offerto per le sue intenzioni nel corso di questo anno, che segna il trentacinquesimo anniversario della sua ordinazione episcopale”.

Il Vescovo di Roma “ha il piacere di vedere in questo atto di spirituale solidarietà, non solo una testimonianza eccezionale di amore per il Successore di san Pietro”, che è, come è scritto nella Costituzione Dogmatica Lumen gentium  (n. 18) " in lui stabilì il principio e il fondamento perpetuo e visibile dell'unità di fede e di comunione”, ma anche un segno di particolare fedeltà, lealtà e sostegno durante questi momenti difficili.

Il Messaggio ci conclude con l'invocazione del Santo Padre all'amorevole intercessione di Maria, Madre della Chiesa e la Benedizione Apostolica per tutti i Cavalieri e le loro famiglie.