Il Papa prega per i bambini morti in un incendio scoppiato in India

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INTROD, venerdì, 16 luglio 2004 (ZENIT.org).- Il Santo Padre si è chiuso in preghiera dopo aver appreso dell’incendio divampato in una scuola elementare in India, che ha provocato la morte di 70 bambini.



Secondo quanto rivelato dal portavoce vaticano, Joaquín Navarro-Valls, il Papa è stato informato di quanto è accaduto la mattina di venerdì.

“Questa tragedia, che coinvolge soprattutto bambini, ragazzi giovani, l’ha colpito in maniera particolare. Lui ha pregato per loro”, ha rivelato il direttore della Sala Stampa vaticana in alcune dichiarazioni rilasciate alla “Radio Vaticana”.

Il numero di 70 morti era considerato questo venerdì come provvisorio, escludendo i feriti che ammontavano a circa un centinaio. Almeno 32 i bambini che hanno riportato gravi ustioni.

Le fiamme sono originate nella cucina della scuola di Lord Krishna da un forno a legna, mentre veniva preparata la mensa per 900 studenti, fra i 6 e gli 11 anni, propagandosi successivamente al resto dell’edificio, situato nello Stato meridionale del Tamil Nadu.

Decine di bambini risultano feriti, alcuni gravemente, ha detto in alcune dichiarazioni raccolte dalla Reuters un funzionario della località di Kumbakonam, un sito famoso per i suoi templi hindù situato a circa 2.000 chilometri a sud di Nuova Delhi.

Navarro-Valls ha osservato poi che questi dodici giorni di vacanza hanno influito positivamente sulla salute del Santo Padre: “Si è riposato, è potuto uscire tutti i giorni. C’è stato anche qualche giorno di pioggia, ma il Santo Padre ama la natura, naturalmente anche con la pioggia e con il vento”.

“Questa mattina, il giorno prima della partenza, siamo in un luogo stupendo. Qui il Santo Padre può vedere la cima del Monte Bianco. E’ una giornata per lui di contemplazione, di preghiera, di lettura, di riposo”, ha affermato il portavoce vaticano raggiunto telefonicamente in Valle d’Aosta.

A coloro che lo accompagnavano, ha rivelato lo stesso Navarro–Valls, il Pontefice avrebbe detto: “So che vi dispiacerà lasciare tutta questa bellezza. Anche a me dispiacerà lasciare tutta questa bellezza. Perché qui veramente si tocca la mano di Dio”.

“Il Papa ha avuto l’opportunità in alcune delle uscite di ritornare in posti e luoghi degli anni precedenti che lui già conosceva, e in posti nuovi pieni di bellezza, che qui sembrano non finire mai”, ha poi continuato.

Questo giovedì, il Santo Padre è uscito in escursione a Youla, dove si trova una cascata. Uno degli abitanti del luogo, informato del suo passaggio, ha lasciato aperta la sua casa affinché potesse entrarvi, tenendo la chiave nella serratura della porta.

Di ritorno, il Papa si è fermato in cinque occasioni per poter salutare la gente, in buona parte contadini del luogo, e prima di far ritorno allo chalet dove ha alloggiato in questi giorni, dove è stato accolto dalle circa duecento persone che lo aspettavano, fra i quali si trovavano numerosi bambini.

Questo sabato Giovanni Paolo II viaggerà verso Castel Gandolfo, la residenza estiva dei pontefici, a circa 30 kilometri a sud di Roma, dove trascorrerà come negli anni precedenti il resto dell’estate, dedicandosi alle sue attività ordinarie.