Il Papa prega per i marittimi e per la Chiesa del Nord dell’Africa

Intenzioni del mese di giugno

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CITTA’ DEL VATICANO, giovedì, 31 maggio 2007 (ZENIT.org).- Nel mese di giugno, Benedetto XVI prega per i marittimi e per la Chiesa del Nord dell’Africa. Lo si apprende dalle intenzioni per questo mese contenute nella lettera pontificia, insieme a tutte le altre intenzioni che il Santo Padre ha affidato all’“Apostolato della Preghiera” per quest’anno.



L’intenzione generale di questo mese è “Perché il Signore protegga i marinai e tutti coloro che sono coinvolti in attività marittime”.

L’“Apostolato della Preghiera” spiega che per marittimi si intendono “in primo luogo i marinai, che guadagnano la loro vita svolgendo un lavoro in mare, spesso per lungo tempo lontani dalle loro famiglie e in mezzo a non pochi pericoli”, ma anche “tutti coloro che sono coinvolti nelle medesime attività soprattutto nei porti, nei mezzi di orientamento e soccorso, ma anche i loro famigliari”.

“Con il loro lavoro i marittimi procurano sostentamento, facilitano il commercio, e uniscono i continenti”, e per questo “necessitano di una particolare protezione del Signore”, afferma.

L’intenzione missionaria per questo mese è invece la seguente: “Perché la Chiesa nel Nord dell’Africa testimoni, con la sua presenza e la sua azione, l’amore di Dio verso ogni individuo e ogni popolo”.

La Chiesa dell’Africa del Nord, ricorda l’AdP, “si trova, come minoranza religiosa, in seno a Comunità musulmane”.

Nel secolo scorso il Beato Charles de Foucauld aprì la porta ad un genere di testimonianza fatta solo di presenza e preghiera, e “ciò venne accettato come una vita di fede dagli stessi abitanti della regione dove aveva posto la propria dimora”.

Commentando l’intenzione missionaria, p. Vito Del Prete, PIME, Segretario generale della Pontificia Unione Missionaria (PUM), ha affermato che “alle Chiese presenti nei numerosi paesi che formano la macroregione del Nord dell’Africa è richiesto di testimoniare che Dio è amore, e che in quanto Padre, ha cura di tutti i suoi figli, specialmente di quelli che sono i più poveri e sofferenti”, ricorda “Fides”.

Si tratta di “un compito piuttosto difficile in questa parte del pianeta dove guerre, terrorismo, fame, emigrazioni di massa, discriminazioni e malattie endemiche si sono assommate e che difficilmente riescono a dare ragione di un Dio che ha cura dei suoi figli, da cui non cadrà nemmeno un capello dal capo senza che lo voglia il Padre che è nei cieli”.

Spesso si cerca di individuare la soluzione a questi mali “in un ritorno ad un islamismo puro, talvolta con l’imposizione della sharia a tutta la popolazione, anche ad appartenenti alle religioni tradizionali o al cristianesimo”.

Quasi tutti i paesi del Nord dell’Africa sono infatti attraversati da “un risorgente fondamentalismo religioso, che è fonte e causa a sua volta di guerre e di discriminazioni”.

Le Chiese del Nord Africa sono come le prime comunità cristiane sparse nell’Impero Romano: “minoranze sparute, indifese, non rare volte discriminate e impedite nelle loro espressioni religiose, esse hanno la missione di annunciare a quei popoli che Dio è amore, e che la comunità umana che Dio vuole, deve essere fondata sulla legge dell’amore, che implica giustizia e riconoscimento della libertà di ogni uomo e donna”.

Tale annuncio “è possibile solo con una presenza feconda, fatta di silenzio, di preghiera, di contemplazione, di sofferenza”, ha osservato p. Del Prete.

L’“Apostolato della Preghiera (AdP, www.adp.it) è un’iniziativa seguita da circa 50 milioni di persone dei cinque continenti.