Il Papa prega per le vittime delle alluvioni nelle Filippine

Durante l'Angelus Benedetto XVI medita sulla verginità di Maria

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CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 18 dicembre 2011 (ZENIT.org) – Nel corso dell’Angelus dell’ultima domenica di Avvento, papa Benedetto XVI ha meditato su uno dei pilastri della fede cattolica: la verginità di Maria Santissima.

Nel momento in cui Ella pronuncia il suo ‘sì’ alla chiamata del Signore, “veniamo interiormente illuminati dalla luce di verità che promana, sempre nuova, da quel mistero”, ha osservato il Papa.

Il concepimento verginale di Maria è profetizzato da Isaia: “Ecco: la vergine concepirà e partorirà un figlio, che chiamerà Emmanuele” (Is 7,14). “L’essere umano che comincia a vivere nel suo grembo prende la carne da Maria, ma la sua esistenza deriva totalmente da Dio”, ha proseguito il Santo Padre.

Il Figlio di Dio è “pienamente uomo, fatto di terra – per usare il simbolo biblico – ma viene dall’alto, dal Cielo”. Quindi la maternità verginale di Maria è “essenziale per la conoscenza di Gesù e per la nostra fede, perché testimonia che l’iniziativa è stata di Dio e soprattutto rivela chi è il concepito”.

“In questo senso – ha aggiunto il Santo Padre - la verginità di Maria e la divinità di Gesù si garantiscono reciprocamente”.

Il turbamento che Maria prova, quando afferma “non conosco uomo” (Lc, 1,34), in realtà non è segno di alcun dubbio sui piani di Dio per Lei: la Vergine, infatti, è “sapientissima” e “vuole capire meglio” la volontà del Signore.

Maria si sente “infinitamente superata dal Mistero, eppure occupa perfettamente il posto che, al centro di esso, le è stato assegnato – ha proseguito il Papa -. Il suo cuore e la sua mente sono pienamente umili, e, proprio per la sua singolare umiltà, Dio aspetta il ‘sì’ di questa fanciulla per realizzare il suo disegno”.

La verginità di Maria, ha concluso il Pontefice, è “unica e irripetibile”, tuttavia “il suo significato spirituale riguarda ogni cristiano”. Essa ha a che vedere, in definitiva, con la fiducia di chi “accoglie in sé Gesù, la sua vita divina, per l’azione dello Spirito Santo”.

Dopo la recita della preghiera dell’Angelus, Benedetto XVI ha espresso la propria “vicinanza alle popolazioni del sud delle Filippine colpite da una violenta tempesta tropicale. Prego per le vittime - ha detto -. in gran parte bambini, per i senzatetto e per i numerosi dispersi”.