Il Papa prega per una Pasqua celebrata da tutti i cristiani nel medesimo giorno

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CITTA’ DEL VATICANO, domenica 11 aprile 2004 (ZENIT.org).- In questa Domenica della Resurrezione, Giovanni Paolo II ha espresso il desiderio affinchè tutti i cristiani: cattolici, ortodossi e protestanti, possanno giungere a celebrare la Pasqua nello stesso giorno.



Infatti, quest’anno come ha osservato il Santo Padre, “per una felice coincidenza di calendario”, verificatasi altre volte nella storia, e più recentemente nel 2001, i cristiani d’Oriente e d’Occidente, hanno celebrato la Santa Pasqua nella stessa data.

L’eccezionalità di questo evento sta nel fatto che le due Chiese seguono due calendari diversi: la Chiesa cattolica ed in genere i cristiani dell'Occidente seguono nel computo della data di Pasqua il calendario gregoriano, riformato da Papa Gregorio XIII nel 1582, mentre gli orientali continuano a computare la data di Pasqua secondo l'antico calendario giuliano, basato sul ciclo solare, e detto così perchè stabilito da Giulio Cesare nell'anno 46 a. C.

Al termine della Benedizione “Urbi et Orbi” (alla città di Roma e al mondo), e dell’augurio pasquale in 62 lingue, il Santo Padre ha rivolto un saluto particolare ai patriarchi, vescovi e fedeli delle Chiese orientali, in buona parte ortodossi.

“Prego il Signore risorto perché tutti noi battezzati possiamo presto giungere a rivivere ogni anno insieme nel medesimo giorno questa fondamentale festa della nostra fede”, ha affermato.

La Pasqua, evento centrale nel calendario liturgico cristiano, è una festa mobile che si celebra, in base a quanto stabilito con un decreto del concilio di Nicea (325 d.C.), la prima domenica di plenilunio dopo l’equinozio di primavera, ovvero, in una data compresa fra il 22 marzo e il 25 aprile.

Già il Concilio Vaticano II (1962-1965) in Appendice alla Costituzione liturgica Sacrosanctum Concilium aveva espresso il desiderio affinchè si potesse giungere ad un accordo fra le chiese, grazie al quale venisse fissata una data comune per la celebrazione per la Pasqua.

In seguito, in un colloquio ecumenico celebrato ad Aleppo in Siria nei giorni fra il 5 e il 10 marzo del 1997 vennero avanzate alcune ipotesi al riguardo.

A sottolineare questo annunzio corale della Risurrezione del Signore compiuta insieme dalle Chiese di Oriente ed Occidente, la celebrazione di quest'anno ha ripreso “Stichi” e “Stichirà” di Pasqua della liturgia pasquale bizantina, al termine della lettura del Vangelo da parte del Santo Padre.

Il canto pasquale, in slavo antico, è stato eseguito dal coro del “Russicum”, il Collegio istituito a Roma nel 1929 per preparare sacerdoti di rito orientale e missionari da destinare all’apostolato nei territori della ex-Unione Sovietica.

Gli “stichi”, versetti del salmo 67 (68), intercalati con gli “stichirà”, versi teologici e poetici nei quali risuona il giubilo e l’annunzio della Risurrezione del Signore sono cantati nella Veglia pasquale bizantina alla fine delle lodi notturne.

Come già accaduto nella Pasqua dell'anno 1988, nella ricorrenza del della conversione e del battesimo della Rus'di Kiev da parte del principe Vladimir Sviatoslavic’, e poi ancora nella Pasqua del 1990, anche quest'anno il Papa ha potuto assistere all'esecuzione degli 'stichi' e 'stichirà', riprendendo così un’antica consuetudine medievale della Chiesa di Roma.