Il Papa prega perché si avverta l’urgenza di preparare sempre più cristiani santi

Secondo l’intenzione missionaria dell’Apostolato di Preghiera per il mese di marzo

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CITTA’ DEL VATICANO, giovedì, 3 marzo 2005 (ZENIT.org).- Giovanni Paolo II ha scelto di pregare per il mese di marzo “perché in ogni Chiesa particolare sia percepita sempre più l'urgenza di preparare cristiani santi, in grado di rispondere alle sfide della nuova evangelizzazione”.



Lo afferma l’intenzione missionaria dell’ Apostolato della Preghiera , che il Santo Padre assume come propria nell’offrire le sue preghiere ed i suoi sacrifici quotidiani insieme a migliaia di laici, religiosi, religiose, sacerdoti e vescovi di tutto il mondo.

Nel commento scritto per l’occasione dal cardinal Polycarp Pengo, Arcivescovo di Dar-es-Salaam (Tanzania), il porporato sottolineando che il mondo odierno è afflitto da una grande “povertà spirituale”, ha ricordato la chiamata di ogni cristiano alla santità riportata nella prima Lettera di San Pietro, “più che mai urgente oggi per una adeguata realizzazione della Nuova Evangelizzazione anche nei territori di Missione”.

“Ma, in conformità col Santo che vi chiamò, diventate santi anche voi in tutto il vostro comportamento, poiché sta scritto ‘Siate santi, perché io sono santo’” (1Pt 1,15-16), ha affermato il prelato nella riflessione pubblicata dall’agenzia “Fides” della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli.

Una delle più grandi sfide per una effettiva Nuova Evangelizzazione nel mondo contemporaneo, ha spiegato l’Arcivescovo della Tanzania sta nel “come far comprendere l’importanza del messaggio del Vangelo all’uomo moderno”.

Il periodo della prima evangelizzazione nelle zone missionarie, infatti, è stato accompagnato dalle prospettive di una vita migliore dal punto di vista materiale.

“Le persone che hanno ricevuto il messaggio evangelico hanno avuto migliori possibilità di educazione e quindi hanno conseguito uno stile di vita più elevato”, ha ricordato il prelato, sottolineando che “quando si è esagerato con questa idea, ne è risultato distorto il messaggio fondamentale del Vangelo: ‘Beati i poveri in spirito, perché di essi è il regno dei cieli’”.

“Un certo numero di persone si è convertita al Cristianesimo maggiormente (se non addirittura) per avere una vita migliore”, ha osservato.

“Le mutate condizioni in cui si svolge l’evangelizzazione ai nostri giorni, anche nei territori di missione, portano i credenti a ritenere che si può ottenere una vita migliore al di fuori del messaggio del Vangelo”, ha constatato il prelato.

La prosperità materiale della “persona ricca”, ha proseguito, crea “un senso di prosperità, di auto-soddisfazione, indipendentemente dal messaggio evangelico”.

“Di conseguenza la gente adotta un atteggiamento di indifferenza nei riguardi del Vangelo: cosa posso guadagnare di più accogliendo il messaggio di Gesù Cristo?”.

Il compito della Nuova Evangelizzazione è per monsignor Pengo “far comprendere che dietro a ciò che l’uomo moderno sembra aspettarsi, il godere della prosperità materiale, c’è una profonda ‘povertà spirituale’ che rende la cosiddetta realizzazione o l’indifferenza al Vangelo un inganno totale”.

“Solo una vita santa dell’operatore della Nuova Evangelizzazione, vissuta in conformità al messaggio del Vangelo ‘Beati i poveri in spirito’, che irradia gioia autentica e piena realizzazione di sé, può convincere l’uomo moderno della rilevanza del Vangelo anche ai nostri giorni”, ha concluso poi.