Il Papa raccomanda agli universitari di custodire i valori cristiani dell’Europa

Recita del Santo Rosario insieme a 9.000 giovani e con 10 città collegate via satellite

| 538 hits

CITTA’ DEL VATICANO, 14 marzo 2004 (ZENIT.org).- Nel tardo pomeriggio di sabato 13 marzo scorso, Giovanni Paolo II ha recitato il Santo Rosario insieme a novemila universitari europei, chiedendo loro di farsi custodi del patrimonio di valori spirituali che hanno dato forma e vita al vecchio Continente.



La “Veglia di preghiera mariana”, con la quale si è conclusa la seconda Giornata Europea degli Universitari, promossa dal Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa in collaborazione con il Comitato europeo dei cappellani universitari e l’Ufficio per la pastorale universitaria del Vicariato di Roma, era incentrata sul tema: "Cristo speranza per l’Europa", ha avuto luogo nell’Aula Paolo VI.

All'incontro di preghiera animato dai cori delle Università e dei Conservatori d’Italia, per un totale di più di 1.800 coristi, si sono uniti via satellite gli universitari di dodici paesi, la maggior parte dei quali entreranno fra non molto a far parte dell’Unione Europea.

Le città collegate con Roma erano: Praga (Repubblica Ceca), Nicosia (Cipro), Gniezno (Polonia), Vilnius (Lituania), Riga (Lettonia), Tallinn (Estonia), Lubiana (Slovenia), Budapest (Ungheria), La Valletta (Malta), Bratislava (Slovacchia).

“Questa veglia mariana riveste un forte valore simbolico – ha affermato il Papa -. E’ infatti anche a voi, cari universitari, che è affidato un ruolo importante nella costruzione dell’Europa unita, saldamente radicata nelle tradizioni e nei valori spirituali che l’hanno modellata”.

“L’università costituisce, a questo riguardo, uno degli ambiti tipici dove si è formata, nel corso dei secoli, quella cultura che ha conosciuto un caratterizzante influsso cristiano – ha aggiunto –. Occorre che questo ricco patrimonio di ideali non vada perduto”.

I giovani alle parole del Papa hanno subito risposto con applausi, grida di incoraggiamento e cori improvvisati che sono andati avanti anche per più di un minuto.

Il Vescovo di Roma ha concluso con un saluto nelle diverse lingue ai giovani delle dieci città europee collegate via satellite.

All’interno dell’Aula Paolo VI era presente anche la croce dei giovani, che al termine della veglia di preghiera, è stata portata dagli universitari in processione dal Vaticano fino alla chiesa di sant’Agnese in Agone, a piazza Navona, per “rinnovare insieme la professione di fede”.

La chiesa di sant’Agnese in Agone, è stata dichiarata recentemente dal Papa come la chiesa dei giovani nella Città eterna.