Il Papa ricorda il Cardinale Angelo Felici: dedicò il suo ministero al bene dei fedeli

Celebrate nella Basilica vaticana le esequie per il porporato scomparso a 88 anni

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CITTA' DEL VATICANO, martedì, 19 giugno 2007 (ZENIT.org).- Questo martedì, Benedetto XVI ha presieduto, nella Basilica di San Pietro, le esequie del Cardinale Angelo Felici, Prefetto emerito della Congregazione delle Cause dei Santi e Presidente emerito della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei", scomparso due giorni fa a Roma, all’età di 88 anni.



Nel rendergli l'estremo saluto “con sentimenti di affetto e di fervida riconoscenza”, secondo quanto riportato dalla “Radio Vaticana”, il Papa ha voluto confessare intensamente la consapevolezza della Risurrezione.

“La consapevolezza – ha spiegato – che nell’Eucaristia siamo misteriosamente resi partecipi della morte e risurrezione del Signore, credendo fermamente che Dio prepara per i suoi servi buoni e fedeli il premio della vita che non avrà mai fine. E’ questa la fede che ha guidato la lunga e feconda esistenza sacerdotale del Cardinale Felici”.

Il Santo Padre ha quindi ripercorso le tappe salienti della vita del porporato, nato a Segni il 26 luglio 1919, divenuto sacerdote nel 1942, non ancora ventitreenne, e chiamato nel 1945 a prestare il suo servizio alla seconda Sezione della Segreteria di stato (oggi Sezione per i Rapporti con gli Stati), incarico questo che ricoprirà con zelo per circa 19 anni.

Il Cardinale Felici fu poi Pro-Nunzio Apostolico nei Paesi Bassi a partire dal 1967, quindi Nunzio Apostolico in Portogallo dal 1976 al 1979 quando venne nominato Nunzio Apostolico in Francia, dove rimase per nove anni di servizio diplomatico

Gli ultimi anni della sua esistenza terrena, lo videro invece Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, dal luglio 1988 al giugno 1995, e quindi, fino al 2000, Presidente della Pontificia Commissione "Ecclesia Dei".

Per descrivere il suo operato, Benedetto XVI ha citato le parole che Giovanni Paolo II scrisse al porporato in occasione del suo 50° anniversario di sacerdozio e 25° di episcopato, ponendo in rilievo il suo scrupoloso senso del dovere:

“Il suo ministero episcopale – affermava il Papa – è stato tutto dedicato al bene dei fedeli, alla missione benefica dei Romani Pontefici e della Sede Apostolica. Vogliamo ora rendere grazie al Signore per l’abbondante messe di frutti apostolici che egli, con l’aiuto della grazia divina, ha potuto raccogliere nei vari ambiti della sua illuminata e preziosa attività pastorale e diplomatica”.

“Le anime dei giusti sono nelle mani di Dio”, ha detto Benedetto XVI richiamando quanto è scritto nel Libro della Sapienza e invitando tutti i fedeli ad avere fiducia nel “Dio della Vita”.

“Sì, le anime degli amici di Dio riposano nella pace del suo cuore – ha aggiunto –. Questa certezza, che sempre dobbiamo alimentare, ci sia costante ammonimento a restare vigili nell’orazione e a perseverare umilmente e fedelmente nel lavoro a servizio della Chiesa”.

Il Papa ha quindi ricordato che, tra le carte del porporato, è stata trovata un’immaginetta della Mater Salvatoris, recante, sul retro, un’invocazione scritta dallo stesso Cardinal Felici: “In Te, o Signore, ho sperato, e nella tua Santissima Madre; che io non sia confuso in eterno”.

“Quante volte egli avrà ripetuto le parole di questa preghiera scritta di suo pugno in previsione dell’ultima partenza!”, ha esclamato il Santo Padre.

Parole che possiamo considerare – ha concluso il Papa – come “il testamento spirituale che il Cardinale Felici ci lascia: parole che, meglio di ogni altra considerazione, quest’oggi ci aiutano a riflettere e a pregare”.