Il Papa spiega l’ecologia umana

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di Riccardo Cascioli

ROMA, mercoledì, 6 gennaio 2010 (ZENIT.org).- L’educazione a una “ampia e approfondita responsabilità ecologica” si basa “sul rispetto dell’uomo e dei suoi diritti e doveri fondamentali”. Così il Papa è tornato il 1° gennaio sulla questione del Creato, il cui rispetto aveva indicato essenziale per la pace nel messaggio per la Giornata mondiale della pace appunto.

Si tratta di una omelia molto importante perché il Papa ha esplicitato in modo molto chiaro le basi su cui si fonda l’ecologia umana che “quando è rispettata dentro la società, anche l’ecologia ambientale ne trae beneficio” (come scriveva nell’enciclica Caritas in Veritate, no. 51). Non è possibile – dice il Papa – avere un vero rispetto per l’ambiente che ci circonda se non si sa “riconoscere nel cosmo i riflessi del volto invisibile del Creatore”. 

Il mistero del volto di Dio e dell’uomo è l’orizzonte entro cui il Papa affronta la questione ambientale. “L’uomo è capace di rispettare le creature – afferma Benedetto XVI - nella misura in cui porta nel proprio spirito un senso pieno della vita, altrimenti sarà portato a disprezzare se stesso e ciò che lo circonda, a non avere rispetto dell’ambiente in cui vive, del creato”.

Quindi esiste un rapporto strettissimo tra il rispetto dell’uomo e la salvaguardia del creato: “Se l’uomo si degrada, si degrada l’ambiente in cui vive; se la cultura tende verso il nichilismo, se non teorico, pratico, la natura non potrà non pagarne le conseguenze”.

Paradossalmente perciò se ci stanno davvero a cuore i problemi dell’ambiente, la soluzione non passa da un loro approfondimento, ma dall’approfondimento della questione umana, del senso che ognuno di noi dà alla vita. Di più: dal riconoscimento che Dio abita nel nostro cuore, per usare un’espressione del Papa. “Più noi siamo abitati da Dio, e più siamo anche sensibili alla sua presenza in ciò che ci circonda: in tutte le creature, e specialmente negli altri uomini”.

Peraltro solo l’uomo, fra tutte le creature, è in grado di un tale sguardo e di una tale riflessione. Per questo il modo in cui la Chiesa affronta i problemi ambientali è radicalmente diverso, anzi opposto, a quello del movimento ecologista: “Se il Magistero della Chiesa – scriveva il Papa nel  messaggio per la Giornata mondiale della Pace -  esprime perplessità dinanzi ad una concezione dell’ambiente ispirata all’ecocentrismo e al biocentrismo, lo fa perché tale concezione elimina la differenza ontologica e assiologica tra la persona umana e gli altri esseri viventi.

In tal modo, si viene di fatto ad eliminare l’identità e il ruolo superiore dell’uomo, favorendo una visione egualitaristica della «dignità» di tutti gli esseri viventi. Si dà adito, così, ad un nuovo panteismo con accenti neopagani che fanno derivare dalla sola natura, intesa in senso puramente naturalistico, la salvezza per l’uomo”.