Il Patriarca di Gerusalemme: israeliani e palestinesi non defraudate le speranze di pace

Nel suo messaggio per la Pasqua di Resurrezione

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GERUSALEMME, giovedì, 24 marzo 2005 (ZENIT.org).- La pace in Terra Santa non passa attraverso al forza, ma attraverso la soluzione delle cause del conflitto fra palestinesi e israeliani, afferma il Patriarca latino di Gerusalemme nel suo messaggio per la Pasqua di Resurrezione.



Nel testo, pubblicato questo mercoledì, Sua Beatitudine Michel Sabbah riconosce che “in questi giorni stiamo sperimentando un periodo di relativa tranquillità e testimoniando un espresso desiderio di giungere alla pace”:

Tuttavia, il Patriarca osserva poi alcuni problemi frapposti, sia da parte israeliana che da parte palestinese, al raggiungimento della pace.

Per ciò che fa riferimento agli israeliani, monsignor Sabbah denuncia “l’ulteriore sviluppo degli insediamenti piuttosto che un loro arresto o l’abbandono, la permanenza dell’assedio delle città palestinesi che continuano ad essere delle prigioni, i prigionieri politici che sembrano dimenticati”.

Circa l’atteggiamento dei palestinesi, il Patriarca constata che “voci discordanti sembrano minacciare la decisione di reclamare dei diritti senza fare ricorso alla violenza”.

“La sicurezza per Israele è una priorità, però anche la sicurezza e l’indipendenza di uno Stato palestinese sono una priorità. Le due cose sono condizionate. Non ci può essere una senza l’altra”.

“Poiché la libertà è uguale per tutti, tanto per il forte come per il debole – aggiunge –. Il forte non può pretendere per il semplice fatto di essere più forte di eliminare il debole o imporgli una sottomissione contraria alla dignità delle persone o dei popoli”.

“E’ arrivata l’ora di convincersi che nessuna parte può vivere a spese dell’altra”, ribadisce.

“D’altronde, risulta inutile tentare di stabilire la pace con il resto della regione prima di porre una soluzione al cuore del conflitto fra palestinesi e israeliani”, afferma il Patriarca, assicurando che “dalla pace di Gerusalemme dipenderà al pace di tutta la regione”.

“Cristo è resuscitato realmente. Rallegriamoci, Sì, nel mezzo di tutte le nostre prove presenti, siamo invitati a rallegrarci e a vivere pienamente”, conclude infine il Patriarca di Gerusalemme.