Il Patriarca di Venezia mette in guardia sulle “tentazioni faustiane” della clonazione

Inaugurazione del nuovo anno accademico dello Studium Generale Marcianum

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VENEZIA, domenica, 22 maggio 2005 (ZENIT.org).- Intervenendo a Venezia il 20 maggio, a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico dello Studium Generale Marcianum, il Patriarca di Venezia, cardinale Angelo Scola, ha indicato la clonazione come una minaccia mortale per la specie umana.



Facendo riferimento alla notizia della clonazione di cellule staminali embrionali effettuata da scienziati sud coreani, il Patriarca ha affermato che: “La notizia mi pare che faccia eco a quella affermazione che oggi si sta diffondendo e che viene espressa in modo bruciante dal giovane filosofo tedesco Jounger, il quale dice che dovremo sbarazzarci della millenaria idea del soggetto personale per dire che l'uomo e' il suo proprio esperimento".

Scola ha commentato: "Bisogna che tutti noi ci chiniamo su queste scoperte che sembrano strabilianti, senza cedere alla tentazione faustiana di essere artefici assoluti di noi stessi e di ridurre l'uomo al suo proprio esperimento".

Nel corso della prolusione il porporato ha affrontato la questione bioetica, chiedendosi: “Le delicate e complesse questioni bioetiche che riguardano la vita umana dal concepimento alla sua morte naturale possono forse supporre come acquisita una volta per tutte la risposta a domande del calibro di chi e che è l’uomo? o quale vita e quale morte?”

Il Cardinale ha quindi risposto in forma interrogativa: “Non è forse non solo auspicabile, ma necessaria una rinnovata riflessione di antropologia svolta nel quadro delle scienze filosofico-teologiche per indicare la strada di una retta comprensione della dignità dell’essere umano dal concepimento alla morte naturale?”

In merito al rapporto tra problemi di bioetica e ordinamenti giuridici, Scola ha suggerito: “Un rigoroso studio del diritto canonico, saldamente ancorato alla logica dell’incarnazione, in forza della funzione obiettivamente critica che questa scienza possiede nei confronti di tutto il sistema del diritto, potrebbe aprire nuove strade per favorire una democrazia sostanziale elaborando più solide riflessioni su giustizia, diritto e legalità”.

Il Patriarca di Venezia ha toccato anche “la tanto dibattuta questione ecologica, per la quale è stata esplicitamente citata in giudizio la rivelazione cristiana accusata di favorire un antropocentrismo contrario alla salvaguardia dell’ambiente”.

“Essa – ha spiegato Scola – può trovare un’adeguata comprensione se si considera l’ambiente vissuto all’interno dell’esperienza umana elementare. In quest’ottica Giovanni Paolo II ha parlato dell’ambiente come casa e dell’ambiente come risorsa . I due termini dicono il valore dell’ambiente per l’uomo”.

Secondo il Cardinale: “Quando la tecnologia, l’economia e la politica smarriscono questo concreto orizzonte perdono di umiltà. E se si staccano dalla ‘terra’ (umiltà viene da humus) cadono inesorabilmente nell’ideologia. Allora l’ambiente come risorsa minaccia l’ambiente come casa”.

Scola ha concluso ribadendo che “una permanente educazione alla fede intesa come criterio con cui affrontare tutta la realtà è fattore essenziale di quell’opera di rigenerazione del popolo cristiano in cui consiste la nuova evangelizzazione”.