Il peccato è "un'offesa a Dio" ma "la Sua misericordia è più grande"

Durante l'Udienza Generale, papa Francesco ricorda che la Chiesa è una "famiglia in cui si ama e si è amati"

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 835 hits

La Chiesa: famiglia di Dio è stato il tema dell’Udienza Generale di questa mattina, con la quale papa Francesco ha inaugurato un nuovo ciclo di catechesi sul Mistero della Chiesa, prendendo spunto dalle espressioni dei testi del Concilio Vaticano II.

L’Udienza si è tenuta in piazza San Pietro, con circa 100mila pellegrini presenti, nonostante il maltempo.“Complimenti per il vostro coraggio, sotto la pioggia, bravi!”, ha commentato il Santo Padre, al suo arrivo a bordo di una jeep scoperta, a dispetto delle condizioni meteorologiche.

Il Papa ha articolato la catechesi, partendo dal Vangelo del figliol prodigo (cfr. Lc 15,11-32), da lui più volte citato in questi primi tre mesi di pontificato. “Questa parabola, come altre nel Vangelo, indica bene il disegno di Dio sull’umanità”, ha commentato.

Il progetto di Dio per l’umanità è, in primo luogo, quello di “fare di tutti noi un’unica famiglia”, in cui ognuno “si senta amato da lui” e senta “il calore di essere famiglia di Dio”.

In questo grande disegno si radica la Chiesa che “non è un’organizzazione nata da un accordo di alcune persone, ma - come ci ha ricordato tante volte il Papa Benedetto XVI - è opera di Dio, nasce proprio da questo disegno di amore che si realizza progressivamente nella storia”, ha spiegato Francesco.

La parola greca “ekklesia” significa infatti “convocazione”: una grande assemblea familiare in cui Dio convoca tutti gli uomini, spingendoli “ad uscire dall’individualismo, dalla tendenza a chiudersi in se stessi”.

Inoltre Dio chiede agli uomini di vivere “in una relazione di profonda amicizia con Lui” e non li abbandona mai, “anche quando il peccato ha rotto questa relazione con Lui, con gli altri e con il creato”.

Tutta la storia della salvezza, del resto, “è la storia di Dio che cerca l’uomo, gli offre il suo amore, lo accoglie – ha detto il Papa -. Ha chiamato Abramo ad essere padre di una moltitudine, ha scelto il popolo di Israele per stringere un’alleanza che abbracci tutte le genti, e ha inviato, nella pienezza dei tempi, il suo Figlio perché il suo disegno di amore e di salvezza si realizzi in una nuova ed eterna alleanza con l’umanità intera”.

È quello che avviene con Gesù, che “raduna intorno a sé una piccola comunità che accoglie la sua parola, lo segue, condivide il suo cammino, diventa la sua famiglia, e con questa comunità Egli prepara e costruisce la sua Chiesa”.

La Chiesa, a sua volta, “nasce dal gesto supremo di amore della Croce, dal costato aperto di Gesù da cui escono sangue ed acqua, simbolo dei Sacramenti dell’Eucaristia e del Battesimo”. La Chiesa ha, come linfa vitale, “l’amore di Dio che si concretizza nell’amare Lui e gli altri, tutti, senza distinzioni e misura”: essa è una “famiglia in cui si ama e si è amati”.

La manifestazione della Chiesa avviene con la Pentecoste, “quando il dono dello Spirito Santo riempie il cuore degli Apostoli e li spinge ad uscire e iniziare il cammino per annunciare il Vangelo, diffondere l’amore di Dio”.

Papa Francesco ha poi menzionato due diffusi luoghi comuni di oggi, ovvero gli atteggiamenti di chi afferma “Cristo sì, Chiesa no”, oppure “io credo in Dio ma non nei preti”. Invece è “proprio la Chiesa che ci porta Cristo e che ci porta a Dio”.

La Chiesa, essendo fatta di uomini, “ha anche aspetti umani” e nei suoi Pastori e fedeli, “ci sono difetti imperfezioni, peccati, anche il Papa ne ha tanti, ma il bello è che quando noi ci accorgiamo di essere peccatori, troviamo la misericordia di Dio, il quale sempre perdona”, ha detto il Santo Padre.

Il peccato è sicuramente “un’offesa a Dio”, ha aggiunto, ma è anche “un’opportunità di umiliazione per accorgersi che c’è un’altra cosa più bella: la misericordia di Dio”.

Ogni cristiano dovrebbe domandarsi: “Quanto amo io la Chiesa? Prego per lei? Mi sento parte della famiglia della Chiesa? Che cosa faccio perché sia una comunità in cui ognuno si senta accolto e compreso, senta la misericordia e l’amore di Dio che rinnova la vita?”.

Papa Francesco ha poi concluso la catechesi ricordando che “la fede è un dono e un atto che ci riguarda personalmente, ma Dio ci chiama a vivere insieme la nostra fede, come famiglia, come Chiesa”.