Il Pontefice cerca di stringere i legami tra la Chiesa ed il popolo ebraico

Ricevuto in udienza l’“American Jewish Joint Distribution Committee”

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CITTA’ DEL VATICANO, lunedì 29 marzo 2004 (ZENIT.org).- Questo lunedì, nel ricevere alcuni rappresentanti di un’istituzione ebraica statunitense, Giovanni Paolo II ha incoraggiato a continuare a promuovere l’avvicinamento tra la Chiesa ed il popolo ebraico.



Dando il benvenuto in inglese ai membri dell’“American Jewish Joint Distribution Committee” (JDC), il Pontefice ha sostenuto che la loro visita in Vaticano “costituisce un altro segno dei legami d’amicizia tra il popolo ebraico e la Chiesa cattolica, legami che speriamo si stringano sempre di più”.

L’“American Jewish Joint Distribution Commitee” è dal 1914 il braccio d’oltremare della comunità ebraica americana. Come spiega l’organizzazione nella sua pagina-web (http://www.jdc.org), la sua missione è provvedere ai bisogni degli Ebrei in tutto il mondo, soprattutto dove la loro vita, in quanto Ebrei, è minacciata o resa più difficile.

“Dio ha creato gli esseri umani a Sua immagine e ha dato loro la capacità di amare. Attraverso l’amore, portiamo a compimento il nostro destino di agire a somiglianza di Dio”, ha ricordato il Santo Padre.

“Da questo principio deriva il nostro dovere di servire gli altri secondo il comandamento che si trova nel libro del Levitico: ‘Amerai il tuo prossimo come te stesso. Io sono il Signore’” (Lv 19,18).

“Siamo soprattutto chiamati a servire chi ha bisogno del nostro aiuto per vivere in sicurezza, giustizia e libertà”, ha concluso il Papa, incoraggiando l’attività di questo comitato ed augurandogli successo nella sua opera di assistenza ai bisognosi.

Il Comitato promuove programmi di aiuto, soccorso e ripresa, e aiuta Israele a far fronte alle sfide sociali più urgenti che deve affrontare. All’inizio degli anni ’90, la JDC ha aiutato a sostenere 15.000 Ebrei etiopi.

Dal crollo dei regimi comunisti in Europa, la JDC ha aiutato le comunità ebraiche a riscoprire la loro eredità e a ricostruire un’attiva vita comunitaria ebraica.

La JDC continua ad aiutare lo Stato di Israele ad affrontare le necessità a livello sociale delle sue componenti più vulnerabili: bambini a rischio, immigrati in difficoltà, anziani e disabili.

In periodi di crisi – calamità naturali, guerre, carestie – la JDC aiuta i non Ebrei a realizzare il dogma ebraico del “tikkun olam”, la responsabilità morale di ricostruire il mondo ed alleviare la sofferenza, dovunque essa sia.