Il Pontefice chiede di lottare contro la “deplorevole piaga sociale” dell’usura

Al termine dell\'Udienza generale di questo mercoledì

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CITTA’ DEL VATICANO, mercoledì, 23 novembre 2005 (ZENIT.org).- Questo mercoledì, nel salutare i rappresentanti della Consulta Nazionale Antiusura, che celebrano in questi giorni il 10° anniversario della costituzione della loro organizzazione, Benedetto XVI ha lanciato un appello a lottare contro l’usura.



“Cari amici, la vostra presenza così numerosa mi offre l’opportunità di esprimere il mio vivo apprezzamento per la coraggiosa e generosa opera che svolgete in favore di famiglie e persone colpite dalla deplorevole piaga sociale dell’usura”, ha affermato il Papa al termine dell’Udienza generale rivolgendosi ai pellegrini di lingua italiana

“Auspico che in molti si pongano al vostro fianco per sostenere il vostro encomiabile impegno sul piano della prevenzione, della solidarietà e della educazione alla legalità”, ha quindi aggiunto ai membri di questa associazione, accompagnata per l’occasione dal Sottosegretario al Ministero dell\'Interno, Alfredo Mantovano.

Il Pontefice aveva già toccato il tema dell\'usura nell’Udienza generale del 2 novembre scorso, commentando il Salmo 111, “Beatitudine dell’uomo giusto”: “Il fedele è, dunque, generoso; rispettando la norma biblica, egli concede prestiti ai fratelli in necessità, senza interesse e senza cadere nell’infamia dell’usura che annienta la vita dei miseri”.

Secondo le cifre contenute nel rapporto 2005 della “Sos impresa” ( http://www.sosimpresa.it/), una associazione nata nel 1991 a Palermo per iniziativa di un gruppo di commercianti per difendere la loro libera iniziativa imprenditoriale, in Italia “la massa globale di denaro movimentata (interessi ed altre utilità) è desumibile in più di 30 miliardi, gestiti da oltre 25.000 strozzini professionisti in gran parte note alle autorità giudiziarie”.

Secondo il rapporto, sarebbero centocinquantamila i commercianti coinvolti in rapporti usurari, per oltre 450.000 posizioni debitorie, di cui almeno 50.000 con associazioni di tipo mafioso. Mentre l’oneroso tributo pagato dai commercianti si aggirerebbe intorno ai 12 miliardi di euro.

I dati affermano che la prima Regione dove questo problema è più sentito è la Campania: 26.000 sono i commercianti colpiti dall\'usura (il 26% del totale) per un giro di affari di 1,8 miliardi di Euro; a seguire il Lazio con 23.200 (28,7%), con un giro di affari di 2 miliardi di euro; e infine la Sicilia dove i commercianti coinvolti sono 21.500 (25,2%) con un traffico di 1,4 miliardi di Euro.

La Consulta Nazionale Antiusura viene costituita il 10 giugno 1995 come associazione volontaria di Fondazioni e associazioni antiusura (Regionali, Provinciali o Comunali), sulla base di una “esplicita motivazione cristiana”.

Nella pagina dell’associazione si legge che è “esecutore di interventi finanziari, attraverso la concessione di garanzie in favore di banche convenzionate, e/o di assistenza tecnica, legale o amministrativa volti a prevenire l’usura e/o a liberare dall’usura soggetti che rischiano di cadervi e/o vi siano caduti”.

Ed è anche “animatore di ogni possibile attività culturale, sociale, legislativa, di studio, di formazione, educazione, raccolta dati ecc., volta a contrastare il fenomeno del prestito illecito di denaro e di ogni altra attività che, sfruttando i bisogni umani, tende a rendere la persona “schiava” e priva della fondamentale “dignità “, rifacendosi ai principi cristiani della solidarietà e della promozione della persona umana, oggetto dell’eterno amore di Dio Padre”.

La sua struttura attualmente costituita da 26 Fondazioni con 72 centri d’ascolto collegati, assicura la copertura dell’intero territorio nazionale attraverso 100 punti operativi stabili e 683 collaboratori (volontari). Inoltre anche le Caritas diocesane e parrocchiali collaborano formando una rete informativa capillare.

Al termine dell’Udienza e dopo un breve incontro con Benedetto XVI, la delegazione della Consulta Nazionale Antiusura ha preso parte alla Messa celebrata da monsignor Giuseppe Betori, Segretario Generale della Conferenza Episcopale Italiana, nella Basilica vaticana presso l’Altare delle Confessioni.