Il Pontefice invita ad opporre al relativismo "il Vangelo e la persona di Cristo"

Udienza ai i partecipanti all’Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio della Cultura

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CITTA’ DEL VATICANO, 14 marzo 2004 (ZENIT.org).- Di fronte alla crisi della civilizzazione, per contrastare il relativismo filosofico e morale, Giovanni Paolo II ha fatto appello all’Europa affinché costruisca una società la cui cultura sia basata non sul materialismo ma sui valori morali e spirituali, sottolineando, inoltre, che la ricerca della verità sull’uomo si trova nel messaggio Evangelico e nella persona di Cristo Redentore.



Sabato 13 marzo il Pontefice, nel ricevere in Udienza i partecipanti all’Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio della Cultura, ha spiegato loro che “una nuova geografia della non-credenza e dell'indifferenza religiosa attraversa il mondo” rendendo evidente “una rottura del processo di trasmissione della fede e dei valori cristiani”.

Prendendo spunto dal tema “La fede cristiana all'alba del Terzo Millennio e la sfida della non credenza e dell'indifferenza religiosa”, al centro dei lavori dell’Assemblea Plenaria del Pontificio Consiglio per la Cultura, il Papa ha esortato i pastori ed i fedeli a “prendere in considerazione gli interrogativi e le aspirazioni fondamentali degli uomini del nostro tempo, per entrare in dialogo con le persone e i popoli e proporre, in modo originale e inculturato il messaggio del Vangelo e la persona di Cristo Redentore”.

“Nel momento in cui la grande Europa ritrova dei legami forti, è necessario sostenere il mondo della cultura delle arti e delle lettere, perché il contributo e l’edificazione di una società non si basi sul materialismo, ma sui valori morale e spirituali”, ha precisato il Pontefice.

“Le espressioni culturali e artistiche non mancano né di ricchezze né di risorse per trasmettere il messaggio cristiano”, ha ricordato il Vescovo di Roma, per questo tocca ai cristiani “proporre delle riflessioni vigorose” che possano mostrare “alle giovani generazioni la verità sull’uomo e su Dio”.

“Discernere le grandi mutazioni culturali ed i loro aspetti positivi, aiutare i pastori a dare le risposte appropriate, al fine di aprire l’uomo alla novità della parola di Cristo”, ha concluso il Papa riferendosi ai compiti del Pontificio Consiglio della Cultura.