Il Pontefice ricorda il dovere dei Cristiani di edificare un’Europa sempre più unita

Attraverso i comuni valori umani e cristiani dei suoi abitanti

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CITTA’ DEL VATICANO, mercoledì, 16 giugno 2004 (ZENIT.org).- Giovanni Paolo II nel ricordare quest’oggi il recente ingresso nell’Unione europea di 10 nuovi Stati membri, ha ribadito la necessità che l’Europa, non rimanga solo un coacervo di Paesi accomunati dalla semplice vicinanza geografica o da legami commerciali, e si erga ad “unione dello spirito” poggiante sui valori umani e cristiani condivisi.



Questo in sintesi il messaggio inviato dal Santo Padre in occasione del “Deutscher Katholikentag” (Giornata dei cattolici tedeschi), il grande raduno nazionale dei laici cattolici tedeschi, promosso dal Comitato Centrale dei Cattolici Tedeschi (ZdK), e in corso dal 16 fino al 20 giugno prossimo ad Ulm, la città che ha dato i natali ad Albert Einstein

Il Pontefice dopo aver ricordato che Ulm, la città del Giura Svevo nel Land del Baden-Württemberg a sud della Germania, nasce sulle rive del fiume Danubio, che unisce insieme l’Oriente e l’Occidente dell’Europa, ha poi riconosciuto che “negli ultimi decenni è divenuta sempre più forte nel continente la coscienza di una identità europea e di una affinità delle popolazioni europee”.

“L’Europa non è un insieme puramente casuale di Stati legati fra loro geograficamente”, ha ricordato, facendo poi appello alla necessità affichè essa, pur preservando la varietà culturale che continua a contraddistinguerla, diventi sulla base del comune patrimonio umano e cristiano una “unione dello spirito, che ispiri l’agire delle persone”.

“Sfruttiamo dunque le possibilità di una Europa unita per una migliore diffusione del Vangelo di Cristo, affinchè nessun uomo possa rimanere privato dell’offerta salvifica di Dio!”

“I cristiani hanno faticato per l’unità dell’Europa e sono ancora tenuti a raggiungere questo scopo”, ha quindi asserito.

“L’Europa ha bisogno ancora oggi del contributo dei Cristiani e del Cristianesimo per un buono sviluppo delle sue popolazioni”. Richiamando, successivamente, quanto già scritto nell’Esortazione Apostolica post-sinodale Ecclesia in Europa, il Papa ha affermato che: “l'Europa ha bisogno di un salto qualitativo nella presa di coscienza della sua eredità spirituale” e che “tale spinta non le può venire che da un rinnovato ascolto del Vangelo di Cristo” (n. 20).

“Chi vuole vivere della forza di Dio e in questa forza vuole edificare insieme una società, si deve prefiggere questo compito in ogni tempo e in ogni luogo”, ha infine concluso.