Il portavoce vaticano commenta la Lettera sulla remissione delle scomuniche

Pone il Vangelo al centro del Pontificato, sottolinea

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CITTA' DEL VATICANO, domenica, 15 marzo 2009 (ZENIT.org).- La Lettera che Benedetto XVI ha inviato giovedì scorso ai Vescovi di tutto il mondo per spiegare la remissione della scomunica ai Vescovi ordinati illecitamente nel 1988 da monsignor Marcel Lefebvre pone il Vangelo al centro della vita della Chiesa, spiega il portavoce vaticano.

Padre Federico Lombardi S.I., direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha analizzato il documento, che definisce "originale, di stile schietto e personale", nell'ultimo editoriale di Octava Dies, settimanale del Centro Televisivo Vaticano, che dirige.

"L'occasione - com'è noto - sono le discussioni suscitate dalla decisione di togliere la scomunica ai quattro Vescovi che erano stati ordinati da mons. Lefebvre, provvedimento di cui il Papa spiega chiaramente la natura, i limiti e l'intenzione, cioè la ricerca dell'unità anche quando è difficile. Ma il documento ha un significato molto più ampio, perché diventa una testimonianza forte delle priorità e dei criteri di Benedetto XVI nel suo servizio di governo della Chiesa", osserva.

"Il Papa ribadisce infatti le grandi priorità del suo Pontificato: portare le persone a Dio, al Dio che si è rivelato nella Bibbia e in Cristo; l'unità dei cristiani e l'ecumenismo; il dialogo fra i credenti in Dio, cioè il dialogo interreligioso per la pace del mondo; la dimensione sociale della carità cristiana".

Secondo padre Lombardi, "sono le priorità che ci sono ben note fin dal primo discorso di Benedetto XVI nella Cappella Sistina, priorità che ha fedelmente tradotto in pratica ogni giorno con le sue parole e i suoi atti. Ma il Papa mette anche in luce con forza qual è il criterio che guida il suo governo e lo spirito che lo anima".

"E' il Vangelo, la legge nuova di Cristo. Se egli si impegna e si espone per un cammino di riconciliazione che suscita tante resistenze, è perché il Signore ci ha detto che se il nostro 'fratello ha qualcosa contro di noi' dobbiamo lasciare l'offerta davanti all'altare e andare prima a riconciliarci con lui".

"E il Vangelo va preso sul serio, senza annacquarlo. Il comandamento dell'amore è esigente. Ringraziamo il Papa di aver testimoniato ancora una volta con tanta efficacia alla Chiesa e al mondo che al primo posto è Dio, e la via migliore per andare a lui è il Vangelo di Gesù", conclude.