Il portavoce vaticano: in merito alle unioni di fatto, la Chiesa ricerca il “bene comune della società”

Padre Lombardi commenta le dichiarazioni rilasciate a Madrid dal Presidente Napolitano

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ROMA, mercoledì, 31 gennaio 2007 (ZENIT.org).- Il portavoce vaticano ha espresso parole di apprezzamento nel commentare le dichiarazioni rilasciate a Madrid dal Presidente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano, che aveva auspicato sulla questione delle unioni di fatto una sintesi tra le posizioni della Chiesa e quelle del mondo politico.



In un’intervista rilasciata martedì sera al TG1, il Direttore della Sala Stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha detto che: “L’intervento del presidente Napolitano è certamente molto apprezzabile, dimostra la grande attenzione per le posizioni del Santo Padre da lui già più volte manifestata, e incoraggia ad un atteggiamento di dialogo e di rispetto che non è sempre presente nell’attuale dibattito politico”.

Il 29 gennaio, il Presidente Giorgio Napolitano, dopo essersi incontrato con il Primo ministro spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero, durante un briefing svoltosi nel Complesso presidenziale di Moncloa era intervenuto sulla questione delle unioni di fatto affermando: “Non ho dubbi che si possa trovare una sintesi sulle unioni civili anche nel dialogo con la Chiesa cattolica e tenendo conto delle preoccupazioni espresse dal Pontefice e dalle alte gerarchie della Chiesa”.

Osservando, inoltre, la presenza di “una componente di storica ispirazione cattolica all’interno della maggioranza di centrosinistra”, il Presidente Napolitano aveva ricordato che “nella storia italiana, a cominciare da quando fu scritta la Costituzione, si trovò il modo di arrivare a una combinazione di diverse sensibilità”.

Padre Lomabardi ha affermato che le parole del Presidente della Repubblica Italiana rappresentano un invito “alla ricerca di una visione ampia sui problemi della società, con grande sensibilità verso le preoccupazioni espresse dalle autorità della Chiesa, riconoscendone la legittimità e il fatto che sono profondamente motivate e mosse dalla ricerca del bene comune della società e nel caso specifico della società italiana”.

“Rimane da vedere come possa essere trovata nel dialogo la auspicata sintesi, coinvolgendo le diverse componenti della comunità politica e sociale italiana, e in modo che le posizioni manifestate dalle autorità della Chiesa in Italia siano tenute nel conto dovuto”, ha aggiunto.

Sulla questione delle unioni di fatti era intervenuto, sempre il 30 gennaio, anche il Segretario generale della Conferenza Episcopale Italiana, monsignor Giuseppe Betori, durante la conferenza stampa di presentazione del comunicato finale della sessione invernale del Consiglio Permanente dei Vescovi Italiani, tenutasi presso la “Radio Vaticana”.

In quell’occasione il presule aveva detto che “i riconoscimenti del Presidente Napolitano al ruolo e all'apporto dei cattolici non possono che farci piacere, ma riteniamo che un cattolico non possa arrivare al riconoscimento pubblico delle coppie di fatto”.