Il potere dello Spirito Santo su coloro che Lo invocano (II)

Esponenti del “Rinnovamento Carismatico Cattolico” condividono la loro testimonianza

| 1985 hits

CITTA’ DEL VATICANO, lunedì, 7 giugno 2004 (


HREF="http://www.zenit.org/">ZENIT.org).- Uno degli effetti dello Spirito Santo nel Cristiano è un forte impulso evangelizzatore: lo confermano a ZENIT, in base alla loro esperienza personale, alcuni responsabili del “Rinnovamento Carismatico Cattolico” (RCC).

L’RCC è nato nel 1967, quando alcuni studenti dell’Università di Duquesne (Pittsburgh, Pennsylvania, Stati Uniti) parteciparono ad un ritiro durante il quale sperimentarono l’effusione dello Spirito Santo - il Battesimo nello Spirito – e la manifestazione di alcuni doni carismatici.

Da allora, l’RCC si è diffuso rapidamente in tutto il mondo, dando origine anche a nuove comunità e a nuovi movimenti.

L’RCC ha un Consiglio Internazionale – “Servizi Internazionali del Rinnovamento Carismatico Cattolico” (http://www.iccrs.org) -, con sede nella Città del Vaticano e riconosciuto dal Pontificio Consiglio per i Laici, che si occupa del servizio, della comunicazione e del collegamento all’interno di questa realtà ecclesiale, alla cui spiritualità partecipano circa 120 milioni di Cattolici di tutto il mondo.

Il 30 maggio scorso, Giovanni Paolo II ha presieduto la Veglia di Pentecoste in Piazza San Pietro, in Vaticano, con l’intenzione – secondo quanto egli stesso ha affermato – di rinnovare l’esperienza vissuta dalla Chiesa in occasione della Pentecoste del 1998, quando per la prima volta nella storia si sono riunite in quella stessa piazza intorno al vescovo di Roma e a vescovi di tutto il mondo molti rappresentanti delle nuove realtà ecclesiali.

Il Santo Padre ha ripetuto con vigore: “I movimenti ecclesiali e le nuove comunità sono una risposta provvidenziale, suscitata dallo Spirito Santo, al bisogno attuale di una nuova evangelizzazione”.

Di fronte a migliaia di membri del “Rinnovamento nello Spirito” italiano (http://www.rns-italia.it ) – una delle espressioni del RCC -, ai quali aveva rivolto un invito speciale per partecipare alla Veglia, il Papa ha riconosciuto anche che “grazie al movimento carismatico tanti Cristiani, uomini e donne, giovani e adulti, hanno riscoperto la Pentecoste come realtà viva e presente nella loro esistenza quotidiana”.

“Auspico che la spiritualità della Pentecoste si diffonda nella Chiesa, quale rinnovato slancio di preghiera, di santità, di comunione e di annuncio”, ha affermato.

Per approfondire l’esperienza di una Pentecoste “personale” e delle sue ripercussioni sull’evangelizzazione, soprattutto nel contesto delle nuove comunità all’interno della Chiesa, ZENIT ha parlato con alcuni esponenti dell’RCC.

“Da quando ho ricevuto l’effusione dello Spirito per la prima volta, dopo aver resistito per tanto tempo alla grazia che mi veniva offerta, la mia vita si è trasformata totalmente”, ha affermato Cathy Brenti, vicepresidente dell’ICCRS.

Membro –insieme a suo marito Claude – della “Comunità delle Beatitudini”, Cathy Brenti – che partecipa attivamente alle attività dell’RCC in Francia e nel mondo – ha ammesso: “Lo Spirito Santo nella mia vita è un ‘soffio’, un ‘respiro che non mi abbandona mai già da trent’anni”: “Questo soffio mi ha fatto seguire Cristo fino a donarGli tutta la mia vita”, ha proseguito.

Composta da laici, consacrati e sacerdoti, celibi e famiglie, la “Comunità delle Beatitudini” è presente nei cinque continenti. E’ stata fondata nel 1974 da un pastore protestante francese convertitosi al Cattolicesimo, Ephraïm Croissant, da sua moglie Josette e da un’altra coppia nel contesto dell’RCC. Si tratta di una comunità contemplativa e missionaria che vive il carisma di Santa Teresa del Bambino Gesù.

“Impegnati da ventisei anni in una di queste nuove comunità che Giovanni Paolo II ha definito una risposta provvidenziale suscitata dallo Spirito al bisogno attuale di nuova evangelizzazione, mio marito ed io abbiamo scoperto costantemente che è lo Spirito che ci anima, che lo Spirito è tutta la nostra vita”, ha affermato Cathy Brenti a ZENIT.

“Non c’è nulla di ‘magico’ – ha detto –, ma ogni invocazione, ogni preghiera diretta con fervore al Signore Spirito Santo, spirito di consiglio e di forza, trova necessariamente eco nel Suo cuore e una risposta favorevole, secondo le Sue vie”.

“Come prendere decisioni nella nostra vita senza fare riferimento innanzitutto a questo tesoro della vita, a questo dispensatore di doni? Come crescere nel fervore senza l’aiuto dello Spirito Santo? I doni che ci offre sono inestimabili e dobbiamo stare attenti a non soffocarli, onorandoli e vivendoli giorno dopo giorno. Manda il Tuo Spirito, Signore, e rinnoverai la faccia della terra!”, ha concluso.

“Avrete forza dallo Spirito Santo, che scenderà su di voi e mi sarete testimoni” (At 1,8): “Il Battesimo nello Spirito che abbiamo sperimentato con il Rinnovamento Carismatico rappresenta questo invito ad essere missionari”, ha affermato Matteo Calisi, Presidente della “Catholic Fraternity of Charismatic Covenant Communitites and Fellowships”.

Riconosciuta dalla Santa Sede, la “Catholic Fraternity” riunisce più di cinquanta comunità storiche dell’RCC dei cinque continenti, come la “Comunità delle Beatitudini”, la “Comunità Emmanuele” di Parigi o la “Comunità di Gesù” a Bari.

“Attualmente la Chiesa ha bisogno di riscoprire questa rinnovata evangelizzazione piena della ‘forza dall’alto’ come frutto di una ‘Pentecoste personale’”, ha sottolineato Calisi.

“Si calcola che circa 120 milioni di Cattolici abbiano vissuto una ‘nuova effusione dello Spirito Santo’ – ha detto a ZENIT -. Essi, quindi, hanno il compito e il privilegio di essere ‘rivestiti di capacità’ per essere ‘inviati a evangelizzare’ (…). Preghiamo lo Spirito affinché la nostra risposta sia affermativa”.

Calisi sottolinea il fatto che i doni dello Spirito sono “strumenti per l’evangelizzazione”: “segni, miracoli, prodigi e guarigioni sono la testimonianza più forte e più potente resa dallo Spirito Santo alla Parola del Vangelo per la conversione degli increduli”.

“Seguendo l’esempio della Chiesa primitiva, il Rinnovamento Carismatico ha imparato ad apprezzare l’uso dei carismi per evangelizzare – ha sottolineato -. La Chiesa di oggi possiede lo stesso potere di predicare, curare e scacciare i demoni che avevano Gesù e la Chiesa del Nuovo Testamento”.

“La dottrina della Chiesa e l’esperienza del Rinnovamento Carismatico, nei suoi oltre 30 anni di vita, ci forniscono un insegnamento importante: se i Cristiani non usano i doni e i carismi dello Spirito Santo, questi moriranno”, ha affermato Matteo Calisi.

“Per questo la Parola di Dio (cfr. 1Cor 12,4-11; 14,1; Ef 4,11) viene in nostro aiuto esortandoci a desiderare onestamente e con umiltà i carismi per l’edificazione della Chiesa”, ha concluso.