Il presbitero, testimone gioioso di una fecondità vocazionale

Si è chiuso a Roma il Congresso Europeo delle Vocazioni, promosso dal Consiglio delle Conferenze Episcopali d'Europa

Roma, (Zenit.org) | 305 hits

Dall’1 al 4 luglio 2013 si è svolto a Roma l’annuale Congresso europeo delle vocazioni dal titolo “Il presbitero, testimone gioioso di una fecondità vocazionale” (OpvMS, 3). Il Congresso è organizzato dell’European Vocations Service (EVS), che è la Commissione per le vocazioni sacerdotali del Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE). Hanno partecipato 67 delegati in rappresentanza di 21 Conferenze Episcopali d’Europa (Albania, Austria, Belgio, Bosnia Erzegovina, Croazia, Francia, Germania, Inghilterra e Galles, Irlanda, Irlanda del Nord, Italia, Lettonia, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Ucraina, Ungheria), e da altri rappresentanti degli USA e del Canada.

Il Congresso si è aperto con i saluti iniziali di S.E. Mons. Oscar Cantoni, Presidente dell’EVS, di Don Michel Remery, Vice-Segretario Generale del CCEE e di Mons. Nico Dal Molin, Coordinatore dell’EVS. Nella prima sessione di lavoro è stato presentato il documento della Congregazione per l’Educazione Cattolica - POVS “Orientamenti pastorali per la promozione delle vocazioni al ministero sacerdotale” (25 marzo 2012), da parte di S. E. Mons. Celso Morga Iruzubieta, Segretario della Congregazione per il Clero.

Il Documento offre le linee guida per la pastorale vocazionale, fondate su una solida teologia della vocazione. È costituito da 3 capitoli interdipendenti: 1) la pastorale della vocazione nel mondo, a partire dalla realtà attuale, con le sue luci ed ombre; 2) l’identità del sacerdote: faro che illumina tutta la pastorale vocazionale; 3) proposte concrete e suggerimenti, offerti alla luce del capitolo sull’identità sacerdotale, a servizio delle chiese particolari, prime responsabili della nascita e dell’accompagnamento delle vocazioni.

Martedì 2 luglio, nella seconda sessione di lavoro, il prof. Don Bernardo Estrada, Direttore del Dipartimento di Scienze bibliche della Pontificia Università della Santa Croce, Roma, ha proposto una relazione dal titolo “La gioia del cuore è la vita dell’uomo (Sir 30,22). La parola di Dio sorgente di ogni testimonianza vocazionale gioiosa e feconda”.

Il prof. Estrada ha sottolineato che, nella Sacra Scrittura, il lieto annuncio penetra nel più profondo del cuore umano e lo impregna di un’allegria che è autentica perché procede da Dio stesso. È qualcosa di trascendente e di immenso valore, ed è quindi necessario comunicarlo agli altri. La trattazione del tema si è basata essenzialmente su due passi della Sacra Scrittura: le parole di Siracide 30,23 “la gioia del cuore è la vita dell’uomo”, che racchiudono il senso della gioia in Israele, fra i doni di Dio e l’attesa dei tempi messianici; e la frase della lettera ai Romani 12,12 “Siate lieti nella speranza”.

Nella terza sessione di lavoro sono state condivise alcune esperienze di pastorale vocazionale:

1)  Don Roberto Ferranti (Direttore del CNV della Conferenza Episcopale Albanese), ha raccontato “i primi passi del Servizio Nazionale Vocazioni albanese”. In un contesto in cui le ideologie del regime sono diventate vecchie e sorpassate, la chiesa con la testimonianza dei martiri si presenta giovane e viva.

2)  Sr Zuzana Simkovà ha offerto la sua testimonianza sullo stile e sul lavoro in comunione, della pastorale vocazionale nella Chiesa della Repubblica Slovacca.

Ha evidenziato come esista una reale difficoltà nel comprendere il mondo giovanile, e questo aspetto rappresenta una sfida e uno stimolo per l’orientamento dell’impegno di pastorale vocazionale.

3)  P. Angel Javer Perez Pueyo (Spagna), ha condiviso una testimonianza su “Esperienze, proposte, frutti della GMG di Madrid”.

Anche se i giovani non sembrano attirati dalla vocazione, in realtà, il Signore li attira grazie alla presenza eucaristica capace di trasformarli. Questa è stata un’intuizione per la GMG, a partire dalla quale è nata la proposta di una “catena di preghiera eucaristica per le vocazioni”.

Il pomeriggio del martedì è stato dedicato alla visita della Cattedrale e del Museo diocesano di Velletri. In serata, nella comunità parrocchiale di Regina Pacis in Velletri, si è celebrata l’Eucaristia proseguendo con un momento di fraternità.

La giornata di mercoledì 3 luglio, ha dato ampio spazio alla condivisione delle esperienze tra i partecipanti. Oltre alla presentazione dei Centri Nazionali, si è lavorato per gruppi linguistici sul tema “La dimensione della gioia nella propria vocazione: risorse, fatiche e difficoltà”. La tematica è stata approfondita secondo quattro tracce:

1. Il presbitero, testimone gioioso di una fecondità vocazionale, è un uomo capace di gioie naturali: quali risorse, fatiche e difficoltà?

2. Inquesto nostro tempo, quali altre caratteristiche sono richieste al presbitero per una testimonianza gioiosa?

3. La gioia è una melodia che chiama e coinvolge… è frutto di un ministero sacerdotale ben vissuto, di una relazione e comunione tra i presbiteri e, potremmo aggiungere, tra i diversi soggetti – presbiteri, consacrati, laici – che operano insieme nella pastorale vocazionale: quali risorse, fatiche e difficoltà?

4. Come aiutare i giovani nella loro ricerca vocazionale, ad amare e cercare la gioia? Quali caratteristiche dovrebbero avere le nostre proposte di pastorale vocazionale?

La quinta e ultima sessione di lavoro si è tenuta giovedì 4 luglio. La mattinata è iniziata con un Panel sul tema “La vocazione al sacerdozio matura nella comunità cristiana, fecondata dalla testimonianza gioiosa del presbitero” (cf. OpvMS 20). Il primo contributo è stato quello di Don Michel Remery che ha indicato nella famiglia il luogo ordinario in cui nascono le vocazioni al ministero ordinato. Insieme alla testimonianza del sacerdote, all’importanza della vita comunitaria nella parrocchia e nei movimenti ecclesiali, agli incontri nazionali e internazionali dei giovani, è fondamentale la relazione personale con Cristo.

Don Oliver Schmidt, Direttore del SVN della Germania, ha sottolineato il fatto che come cristiani con il battesimo abbiamo già ricevuto una vocazione. Senza questa consapevolezza non è possibile percepire la chiamata al sacerdozio o alla vita consacrata: c’è bisogno di voltare sottosopra la pastorale vocazionale.

Il Presidente dell’EVS, S. E. Mons. Oscar Cantoni, ha voluto concentrare l’attenzione sul tema del Congresso. Per giungere alla scelta sacerdotale c’è bisogno del confronto con modelli significativi, umanamente ricchi, unificati dalla comunione con il Signore, esperti di comunione, aperti ai bisogni della gente: sacerdoti contenti di essere preti.

Il prossimo Congresso vocazionale europeo dell’EVS si svolgerà in Polonia, a Varsavia, dal 3 al 6 luglio 2014.