Il Presidente Napolitano al Papa: condivido la centralità assegnata alla persona umana

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ROMA, lunedì, 1° gennaio 2007 (ZENIT.org).- In riferimento al Messaggio di Benedetto XVI per la celebrazione della Giornata Mondiale della Pace, il Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano ha affermato: “Condivido pienamente la centralità assegnata come imprescindibile punto di riferimento di ogni azione in favore della pace alla persona umana, alla sua dignità, ai suoi inalienabili diritti e alle sue giuste esigenze” .



“La pace è certamente un ‘compito’, come Ella scrive nel Suo messaggio – sottolinea il Capo dello Stato nella nota diffusa dal Quirinale – un compito da adempiere quotidianamente, con tanto maggiore impegno quanto più grandi sono le responsabilità che la vita pubblica assegna a ognuno di noi”.

“In questi decenni – prosegue Napolitano – la comunità internazionale ha certamente compiuto alcuni rilevanti progressi lungo la strada dell'affermazione di un ordine multilaterale che possa meglio tutelare la pace. Tuttavia, gli eventi succedutisi nel corso del 2006 mostrano come l'odio e l'intolleranza abbiano ancora, spesso, il sopravvento”.

“La comunità internazionale – sottolinea – continua ad interrogarsi su come evitare i conflitti e garantire nel modo più efficace le persone in essi coinvolte”. E l'Italia, dal canto suo, afferma il Presidente, “da sempre sostiene la necessità di un'azione multilaterale e concordata, nell'ambito di organizzazioni internazionali – in primo luogo, le Nazioni Unite – fondate su principi condivisi e regole certe”.

“Le relazioni internazionali devono essere ispirate al dialogo, al rispetto reciproco, alla solidarietà – aggiunge Napolitano – su questi principi l'Italia basa la propria azione nel mondo, adoperandosi in particolare per sostenere il multilateralismo e per lo sviluppo di un'Unione Europea in grado di svolgere un ruolo costruttivo sulla scena internazionale, attraverso l'affermazione dei valori che sono patrimonio comune del nostro Continente”.

“In tale contesto, la centralità della persona umana deve restare il fondamento e la misura della nostra azione di pace – si legge di seguito – l'impegno del mio Paese contro la pena di morte e contro la proliferazione nucleare e delle armi di distruzione di massa mostra come tale principio sia sempre presente nell'operato dell'Italia”.