Il Professore della Santità

Presentato a Roma il programma per la cerimonia di beatificazione di Giuseppe Toniolo

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di Salvatore Cernuzio

ROMA, venerdì, 20 aprile 2012 (ZENIT.org) – Il 29 aprile, le porte del Cielo si apriranno per accogliere un nuovo Beato: Giuseppe Toniolo, uomo di fede e di scienza, laico, padre di sette figli, protagonista del mondo cattolico tra il XIX e il XX secolo.

Nella basilica di San Paolo fuori le Mura, domenica prossima, il cardinale Salvatore De Giorgi celebrerà, infatti, il rito di beatificazione del venerabile Servo di Dio, alla presenza di circa 5000 tra pellegrini, devoti e studenti universitari, secondo le stime del Comitato di Beatificazione e Canonizzazione.

L’evento vedrà la partecipazione di numerosi cardinali e vescovi, oltre all’intervento del Santo Padre, tramite video-messaggio, nel momento della preghiera del Regina Coeli.

Protagoniste dell’incontro saranno anche la Fuci – Federazione Universitaria Cattolica Italiana; l’Azione Cattolica nazionale e l’Istituto Toniolo dell’Università Cattolica del Sacro Cuore che riceveranno il sostegno delle tre diocesi appartenenti al comitato di beatificazione - ovvero quelle di Vittorio Veneto, Treviso e Pisa - dove il Beato ha trascorso i momenti più significativi della sua vita.

Per rendere ancora più memorabile l’evento, poi, l’Azione Cattolica Italiana, nella persona del suo Assistente generale, mons. Domenico Sigalini, ha presentato, questa mattina, in una conferenza nella sede delle ACI in via della Conciliazione, due iniziative aperte a tutti.

La prima è una veglia di preghiera, la sera di sabato 28 aprile, sul Sagrato di San Pietro, che vuole essere un momento di spiritualità e riflessione per preparare i fedeli alla “festa” del giorno successivo. Al centro della serata canti, preghiere, la lettura della Parola di Dio e degli scritti di Toniolo, ma soprattutto tre momenti dedicati agli aspetti che più hanno caratterizzato la sua vita: il cristiano, il padre, il professore.

Nel pomeriggio del 29 aprile, si terrà, invece, nella Casa “Domus Pacis”, il convegno “L’attualità della figura di Giuseppe Toniolo”, a cui parteciparanno Sua Em.za il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della CEI; Paul Bhatti, ministro per l’Armonia nazionale in Pakistan e fratello di Shabbaz Bhatti e Lorenzo Ornaghi, ministro per i Beni e le Attività Culturali.

Tante altre iniziative e celebrazioni ricorderanno poi la figura di questo “uomo di santa vita”, che “ha saputo regalare all’Italia un’idea cristiana della democrazia e ha speso la sua vita per il bene della comunità umana”, come ha affermato mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi, postulatore della causa da circa 40 anni.

“Toniolo era un uomo di sintesi e di speranza” ha risposto il presule alla domanda di ZENIT su cosa lo avesse colpito di questa figura, tanto da spendere così tanti anni nella sua causa di beatificazione. “Un uomo di sintesi – ha proseguito - perché è stato capace di mettere insieme la prospettiva trascendente della vita, l’incontro con Dio e la spiritualità, con la realtà ordinaria”.

Toniolo era, infatti, “un laico a tutto tondo”, ha spiegato mons. Sorrentino, “un padre di famiglia, un professore universitario, un economista che s’interessava di cifre, statistiche, problemi sociali, di cose molto concrete quindi”.

Allo stesso tempo era un uomo di speranza, “capace di guardare lontano, con una logica di fede, che partiva da Cristo, asse portante della storia”.  

Il Beato “amava infatti parlare del principio di resurrezione” ci ha raccontato il postulatore, ovvero del fatto che “da quando Cristo è risorto non ci sono più fallimenti definitivi, perché l’uomo è risorto con Lui” e proprio in virtù di questo “dava sempre speranza agli altri, chiamandoli a rimboccarsi le maniche anche nelle situazioni più difficili”.

Un uomo ordinario dalla fede straordinaria, quindi, che può essere oggi un modello di riferimento anche per un giovane, “proprio perché – ha affermato mons. Sorrentino - nessuno più di un giovane tende ad essere un uomo di speranza che guarda al futuro e trova quindi nella figura di Toniolo una fonte di ispirazione”.

Non a caso, ha aggiunto il vescovo, “è stata la realtà giovanile della Fuci a promuovere la causa di beatificazione, dimostrazione evidente che proprio sui ragazzi aveva lasciato il segno”.

Giuseppe Toniolo ha dato, infatti, la sua vita per i ragazzi, soprattutto per i suoi studenti universitari che chiamava “amici del mio cuore”. “Era convinto dell’importanza della cultura come elemento strategico per il rinnovamento della società - ha infatti spiegato mons. Sorrentino - e, al tempo stesso, della necessità di trasmetterla in maniera pedagogicamente convincente alle nuove generazioni”.

“I suoi studenti erano per lui un ‘sacro deposito’ - ha aggiunto - e la cattedra universitaria un po’ un altare a cui si dedicava con impegno quotidiano e puntuale, tanto che dopo le lezioni lo si vedeva ancora con i suoi studenti che si recava verso casa”.

Un santo del nostro tempo, dunque, totalmente offerto alla trasmissione di “un sapere cristianamente ispirato, autentico, umanizzante”, le cui idee nel campo dell’economia rappresentano un punto di riferimento in questo momento di crisi e la cui testimonianza come padre è una speranza anche per la situazione critica che vive oggi la famiglia.

“Il modo in cui Toniolo ha vissuto la sua esperienza familiare identifica la bella espressione che il Concilio Vaticano II ci ha consegnato: La famiglia come Chiesa domestica” ha confermato il vescovo di Assisi.

Un’espressione che non significa solo una realtà fatta di preghiera, ma una realtà “che vive in maniera profonda e organica la concretezza solidale dei rapporti, e che partendo dall’ispirazione di fede fa sì che essa diventi un elemento di comunione con tutte le altre persone”.

Da questo punto di vista e soprattutto in questo “momento di divisione e di sfascio per la famiglia” ha concluso il postulatore, “Toniolo rappresenta un grande esempio, ma anche un grande invito, a riscoprirla come ‘cellula fondamentale’ della società”.