Il Regnum Christi e la vocazione dei laici

Al convegno all'APRA in preparazione dell'Incontro di Pentecoste si sono susseguite varie testimonianze sugli apostolati

Roma, (Zenit.org) Luca Marcolivio | 568 hits

La seconda giornata del convegno internazionale La primavera della Chiesa e l’azione dello Spirito è stata segnata soprattutto dall’approfondimento del carisma del movimento Regnum Christi.

L’evento è stato ospitato dall’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum, in preparazione per la Veglia di Pentecoste con i Movimenti, che sarà presieduta domani da papa Francesco in piazza San Pietro.

Durante la mattinata ha avuto luogo una tavola rotonda di testimonianze sul tema Perché sono apostolo?, in cui tre membri laici del Regnum Christi di tre paesi diversi (Spagna, Italia, Messico) hanno raccontato come si è sviluppato il loro impegno apostolico nel movimento.

In tutti e tre i casi, si è trattato di vere e proprie vocazioni, diverse da quelle sacerdotali o religiose, ma tutte nate in maniera sorprendente e completamente avulsa dai piani umani.

La tavola rotonda è stata moderata da Aniello Merone, membro del Regnum Christi, docente all’Università Europea di Roma, dove è ricercatore di ruolo in diritto processuale civile.

Secondo Daniel Sada, da dieci anni rettore dell’Università “Francisco de Vitoria” di Madrid, nella vocazione, più della risposta ciò che conta è la domanda, “in particolare chi la pone, che non sei tu”, bensì Dio.

Nella vita apostolica, ha spiegato Sada, i passaggi sono tre: dono, vocazione, missione. “Il dono – ha detto – è ciò che ci definisce e devo a mia volta donarlo agli altri. Un dono, in quanto tale, non è mai meritato: si accoglie o si rifiuta”.

La vocazione è altresì “la spiegazione di quel dono” ed implica la non facile opera di discernimento. Infine la missione è “il tipo di risposta che dai alla tua vocazione”.

Donare e donarsi, nella propria vita spirituale, è fondamentale, altrimenti “si vive una vita da parassiti” e “si diventa come il fico sterile” (cfr. Lc 13,19).

La vocazione, ha proseguito il prof. Sada, si alimenta spesso con la passione e l’ardore della gioventù o dei primi momenti che, con il passare del tempo possono spegnersi o “opacizzarsi”. La tentazione è quella della routine ma è importante, in tal senso, una buona dose di “anticonformismo”, accompagnata da una forte “fiducia” in se stessi, negli altri ma, soprattutto, nel Signore.

Nella vita le difficoltà possono essere di tanti tipi: istituzionali, lavorative, economiche, familiari, di salute. “È sempre difficile prevedere da dove vengano e nessuno ci assicura mai se e quando arriverà un nuovo ‘tsunami’”, ha detto Sada.

In particolare nella vita apostolica, una delle difficoltà più ricorrenti è la tentazione di “pensare che non sei più utile”, che si supera rammentando che “il Signore ti ha donato molto” e che molto bisogna restituirgli.

Del tutto imprevedibile ed imprevista è stata la vocazione laicale di Ida Giganti, avvocato, sposata con un figlio ventenne. Poco meno di un decennio fa l’avvocato Giganti è stata la fondatrice del Regnum Christi a Palermo, dopo aver fatto conoscenza con la realtà dei Legionari di Cristo, attraverso un articolo di giornale, peraltro tutt’altro che favorevole alla congregazione.

“Mi trovavo in sala d’aspetto per una visita medica cui avevo ben poca voglia di sottopormi – ha raccontato -. Per ammazzare il tempo, iniziai a sfogliare un settimanale di cui nemmeno condividevo la linea editoriale e mi imbattei in questo articolo sui Legionari”.

Per nulla condizionata dal tono ostile della pubblicazione, la signora Giganti decide di cercare notizie ulteriori sulla congregazione. “Ero mossa, lo ammetto, da un interesse personale: dare un’educazione cristiana a mio figlio, allora preadolescente. Navigando su internet scoprii il sito dei Legionari di Cristo ed entrai subito in contatto con loro”.

È l’inizio di una “amicizia benedetta da Dio” con alcuni Legionari in cui sarà coinvolta tutta la famiglia di Ida, in particolare il marito Alfredo, il padre Filippo, la madre Lina e il figlio Roberto, che dopo averli conosciuti, esclamerà: “Quant’erano simpatici quei sacerdoti, spero tornino presto in Sicilia!”.

Partita da un’esigenza educativa per il figlio, Ida scopre ben presto che Dio la sta chiamando ad un progetto più grande: la fondazione del Regnum Christi nella sua città. Con il contributo di vari Legionari, a partire da padre Miguel Cavallé, e di tanti generosi amici, la signora Giganti è riuscita, tra le altre cose, a dar vita a cinque Club Net, per la formazione cristiana dei più piccoli, in altrettante parrocchie palermitane.

“Il Regnum Christi avvicina a Dio in modo lieve e sorridente ma vero e profondo al tempo stesso”, ha detto in conclusione Ida Giganti.

Le esperienze di apostolato possono caratterizzarsi anche per ripetuti fallimenti, per i quali è importante non perdersi mai d’animo. È il caso di Fernando Landeros Verdugo, presidente delle Fondazioni Mexico Unido e Teleton, che ha confidato quanto sia stato difficile avviare i propri progetti e di come la svolta sia avvenuta proprio toccando con mano e condividendo il dolore del prossimo.

Dopo aver aperto il primo CRIT (Centro de Rehabilitación Integral Teletón) in Messico, Landeros ricevette una confidenza straordinaria da sua madre: la donna raccontò al figlio di aver abortito i primi due figli, affetti malformazioni cerebrali, e di essere andata vicina a questa scelta anche con lui.

“Mia madre era già distesa sul lettino – ha raccontato - e stava per abortirmi, quando sentì una forza più grande di lei, così alla fine sono nato. Poi, indicandomi i bambini con paralisi cerebrale che venivano ricoverati al CRIT, mi disse: ‘trattali come avresti voluto essere trattato te, se fossi stato malato’”.

Da allora la realtà dei CRIT è straordinariamente cresciuta con una quindicina di strutture in tutto il Messico. “L’amore e il dolore sono due gambe dello stesso tavolo – ha commentato Landeros – sono le ragioni per i quali anche i bambini che vengono ricoverati da noi, possano dire: ‘quanto si sta bene qui’”.

Landeros ha poi raccontato di quel bimbo che gli chiese: ‘In cielo potrò camminare?’. “Confuso ed emozionato per quella domanda, gli risposi di sì e lo vidi ridere e correre gioioso, muovendo con energia le ruote della sua carrozzella... Sarà a Dio rendere questi bambini felici in Cielo, a noi spetta renderli felici sulla terra”.

A conclusione delle testimonianze è intervenuto il cardinale Velasio De Paolis, delegato pontificio per i Legionari di Cristo e per il Movimento Regnum Christi, che ha esortato ad “approfondire il grandioso orizzonte che si apre” in questa fase di rinnovamento.

Frutto di questo cammino sarà la “riscoperta profonda” del carisma del Regnum Christi, unico per tutti i suoi membri, sebbene vissuto in maniera diversa e con mezzi diversi da ognuno, a seconda del grado di appartenenza.