Il relativismo non può essere la base della democrazia, spiega la Santa Sede

Intervento davanti all’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa

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CITTA’ DEL VATICANO, venerdì, 20 ottobre 2006 (ZENIT.org).- La Santa Sede ha preso la parola di fronte alla comunità internazionale per spiegare che il relativismo non può diventare la base filosofica della democrazia.



Lo ha spiegato monsignor Anthony Frontiero, funzionario del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace, all’incontro annuale dei 56 Stati membri dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) riguardante gli impegni intrapresi nel campo dei diritti umani, svoltosi a Varsavia (Polonia) dal 2 al 13 ottobre.

Nella nobile ricerca della democrazia, ha spiegato, “è fondamentale resistere alla tendenza ad affermare che l’agnosticismo e il relativismo scettico sono la filosofia e l’atteggiamento di base che corrispondono alle forme democratiche della vita politica”.

L’agnosticismo ritiene che non sia possibile conoscere l’esistenza di Dio (per cui è irrilevante), il relativismo considera che tutte le opinioni sono relative, perché non è possibile conoscere la verità.

“Spesso – ha denunciato il rappresentante vaticano –, quanti sono convinti di conoscere la verità e aderiscono fermamente ad essa vengono considerati inattendibili da un punto di vista democratico, perché non accettano che la verità è necessariamente determinata dalla maggioranza, o che è soggetta a variazioni in base alle varie tendenze politiche”.

La Santa Sede ha ribadito che “se non c’è una verità ultima che guida e dirige l’attività politica, allora le idee e le convinzioni possono essere facilmente manipolate per motivi di potere”.

“Come dimostra la storia, una democrazia senza valori può facilmente trasformarsi un totalitarismo travestito”, ha avvertito.