Il sacerdote polacco che salvò un ragazzo ebreo

La storia di Artur Dreifinger, sopravvissuto all'orrore nazista grazie a don Antoni Marchewka, capo redattore del settimanale "Niedziela" dal 1945 al 1953

Czestochowa, (Zenit.org) Don Mariusz Frukacz | 903 hits

Una visita inaspettata ha allietato la redazione del settimanale cattolico polacco Niedziela, a Czestochowa. E’ il signor Artur Dreifinger, argentino, ebreo di origine, che da ragazzo, durante la seconda guerra mondiale, fu salvato da don Antoni Marchewka, sacerdote di Czestochowa, divenuto poi capo redattore proprio di Niedziela (1945-1953). 

“Durante l'occupazione, mia madre decise che avrei assunto il nome di Tadeusz Stenawka” ha raccontato Dreifinger durante la visita. “Ricordo che mi affidò ad un sacerdote che mi condusse nella piccola stanza dove viveva. C'era un letto singolo, un bagno, una scala e un tavolo”.

“Il prete si chiamava don Antoni Marchewka – ha proseguito - e mi disse di non uscire in strada e di non avvicinarmi al balcone. Per tutto il giorno, quindi, stavo seduto dentro la stanza e lo aspettavo. Mi salutava sempre la mattina e poi tornava la sera”.

“Un giorno – ha ricordato ancora il signor Artur - don Antoni mi portò con sé in Chiesa e, da allora, ci andai con lui ogni giorno. Venne però il momento in cui mi disse: ‘Tadzik, dobbiamo andare’. Ricordo quella mattina come se fosse ieri: era ancora buio, pioveva e nella strada non c’era nessuna persona”.

“Andammo a Cracovia e il sacerdote mi portò in una grande casa dove si trovavano una scala e un sacco di bambini dai 4 ai 15 anni. Mi diedero da mangiare. Mi spaventai molto quando, davanti al cancello, don Antoni mi disse di pregare ogni giorno al Signore. Mi prese la mano e la baciò, e intanto piangeva”.

“Mi lasciò con quei bambini e se ne andò. Non lo vidi mai più. Oggi so che Dio, grazie a questo prete, mi ha salvato la vita” ha affermato Dreifinger.

Don Antoni Marchewka nacque nel 1890 nei pressi del villaggio di Koziegłówki. Nel 1920, si iscrisse alla Facoltà di Diritto Canonico e Scienze Sociali presso l’Università Cattolica di Lublino. Continuò poi gli studi presso il Pontificio Collegio Internazionale Angelicum di Roma (l’attuale Pontificia Università San Tommaso d'Aquino Angelicum), dove conseguì il dottorato in diritto canonico.

Durante gli studi a Roma collaborò con la rivista Przewodnik Katolicki come corrispondente e fotoreporter. Negli anni successivi scrisse anche numerosi articoli di contenuto religioso e sociale per alcune riviste cattoliche, come Polonia; Mały Dziennik e, appunto, Niedziela. Durante il suo lavoro di giornalista a Mały Dziennik, don Marchewka collaborò anche con padre Massimiliano Maria Kolbe, poi martire e santo. 

Quando il 1° Agosto 1944 scoppiò la rivolta di Varsavia, il sacerdote ha celebrò le Messe per gli abitanti di Varsavia, nei rifugi e negli ospedali, confessando e assistendo i malati.

Nel 1945 fu nominato capo redattore di Niedsziela. Dal luglio 1947 al giugno 1948, venne poi imprigionato a Varsavia dalle autorità comuniste., le quali, nel 1953,  chiusero anche il settimanale fino al 1981.

Dal gennaio 1955, Marchewka fu consultore della Corte Matrimoniale presso il Primate della Polonia, il cardinale Stefan Wyszyński. Morì a Czestochowa nel 1973.