Il sacro visto attraverso la fotografia

Per la prima volta in Occidente, il fotografo Kazuyoshi Nomachi espone le sue realizzazioni

Roma, (Zenit.org) Redazione | 250 hits

Venerdì 11 aprile 2014, alle ore 20 presso la Città dell'Altra Economia, Largo Dino Frisullo a Roma, il fotografo giapponese  Kazuyoshi Nomachi, autore della mostra Le vie del sacro per la prima volta esposta in occidente, e Sergio Belardinelli, docente di sociologia presso l'Università Alma Mater Studiorum di Bologna, interverranno all'incontro Il sacro presente, organizzato dall'Associazione Arte in Compagnia e dal Centro Culturale di Roma, in collaborazione con Civita e con il patrocinio della Fondazione Italia Giappone e dell'Istituto Giapponese di Cultura.

L'incontro tratta del sacro, tema antico e sempre attuale, partendo dalla preziosa esperienza di Kazuyoshi Nomachi e di una vita trascorsa a contatto con espressioni religiose provenienti dai luoghi più remoti della terra e culture diverse tra loro. 

L'avventura di Nomachi comincia con un viaggio nel Sarah, che il fotografo definisce decisivo per la sua vita.

“Montare la tenda ogni giorno di fronte al solo orizzonte di sabbia; trovarsi la notte sotto il cielo stellato nel silenzio sconfinato: tutto ciò fa sentire l'individuo, nella sua solitudine, a confronto con qualcosa di immenso, di portata universale”.

Il confronto tra l'artista e lo studioso, tra il giudizio che nasce da un'esperienza diretta e quello frutto di una ricerca rigorosa e appassionata, vuole condurre alla scoperta di ciò che accomuna e differenzia la manifestazione del sacro in popoli e epoche diverse.

“Perché l'uomo di ogni tempo e cultura sente l'esigenza di rapportarsi con qualcosa di misterioso, che non conosce, ma dal quale sente dipendere la propria esistenza e quella del mondo?”, si domandano gli organizzatori del Centro Culturale di Roma. “In che modo si è sviluppato questo rapporto attraverso i secoli e nelle diverse culture e quale influenza ha avuto su di esse?  Una riflessione che ha molto da dire al nostro tempo e alla nostra società, dove è costante il tentativo di recidere il rapporto con il mistero di cui il sacro è manifestazione, ma dove questo tentativo non riesce mai del tutto”.