Il Santo Padre chiede di risolvere il conflitto in Bolivia con responsabilità e dialogo
I Vescovi cattolici hanno offerto il proprio contributo per la mediazione
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CITTA’ DEL VATICANO, domenica, 5 giugno 2005 (ZENIT.org).- Benedetto XVI ha chiesto questa domenica di superare con responsabilità e dialogo i gravi conflitti sociali che hanno paralizzato la Bolivia.
Dopo aver recitato la preghiera dell’Angelus insieme a migliaia di pellegrini riuniti in piazza San Pietro a mezzogiorno, il Papa ha manifestato la sua vicinanza alle regioni del mondo che “sperimentano, nell’ora presente, tensioni sociali e politiche, che rischiano in alcuni casi di sfociare in gravi conflitti”.
“Il mio pensiero va particolarmente alla Bolivia e alla preoccupante situazione che vi si sta vivendo”, ha affermato.
“Mentre vi invito a pregare per quella cara popolazione, affido alla Madonna la mia speranza e il mio appello affinché prevalgano in tutti la ricerca del bene comune, il senso di responsabilità e la disponibilità al dialogo aperto e leale”, ha aggiunto.
Da tre giorni la Nazione boliviana è praticamente bloccata a causa di proteste e manifestazioni, che comprendono l’ostruzione delle strade.
I manifestanti vogliono la nazionalizzazione degli idrocarburi, la convocazione di un’Assemblea Costituente e un referendum sulle autonomie regionali. La decisione del Governo di convocare la Costituente e il referendum per ottobre non è riuscita a far superare la crisi.
Di fronte a questa drammatica situazione, i Vescovi boliviani hanno accettato di offrire il proprio servizio di mediazione per stabilire un’agenda che permetta di aprire un dialogo tra autorità, leader politici e leader sindacali.
E’ la crisi più grave che la Bolivia vive dall’ottobre 2003, quando una protesta popolare provocata dalla disputa sugli idrocarburi provocò la morte di 56 persone e la rinuncia dell’allora presidente Gonzalo Sánchez de Lozada.
In questa occasione, le proteste non hanno provocato vittime.


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