Il Santo Padre ci ha chiamati alla demondizzazione

L'Arcivescovo di Madrid propone l'esame di coscienza dei nostri peccati e con la conversione del cuore!

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del Cardinale Antonio María Rouco Varela

CITTA' DEL VATICANO, martedì, 16 ottobre 2012 (ZENIT.org) - Riportiamo di seguito l'intervento del Card. Antonio María Rouco Varela Arcivescovo di Madrid, Presidente della Conferenza Episcopale della Spagna alla undicesina Congregazione Generale del Sinodo dei Vescovi (15 ottobre 2012).

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È imprescindibile conoscere il “Sitz im Leben” della Nuova Evangelizzazione, se la si vuole impostare e realizzare in modo corretto. Il secolarismo è forse il suo segno più caratteristico. La storia della secolarizzazione, iniziata nel XVII secolo, culmina nel secolo XX con il postulato della “morte di Dio” e con l’esaltazione del “Superuomo”.

I due totalitarismi più spaventosi dell’epoca - comunismo e nazionalsocialismo - così come le due grandi guerre mondiali sono inspiegabili senza queste due tesi che entrano in crisi dopo il 1945. Il Concilio Vaticano II, convocato in quel crocevia storico per un aggiornamento della dottrina e della pastorale della Chiesa, le aprì la strada per superare sé stessa “ad intra” e “ad extra”.

Tuttavia la “rivoluzione del ‘68” lo ha rilanciato e radicalizzato fino all’estremo della negazione della dignità di ogni essere umano: un cucciolo sano di scimpanzé vale più di un bambino disabile, sosteneva un famoso antropologo anglosassone.

La Chiesa - vescovi, sacerdoti, religiosi e laici - è stata all’altezza di questa sfida? Non si sono lasciati influenzare a volte dall’ideologia secolarista? Non ci è costato a volte mostrare ciò che siamo e chi siamo dentro e fuori nella “pubblica piazza della storia” (Benedetto XVI). Il Santo Padre ci ha chiamati alla “demondizzazione”.

Urge rispondere con l’esame di coscienza dei nostri peccati e con la conversione del cuore! Senza tale premessa, profondamente spirituale, l’impegno di evangelizzare nuovamente sarebbe inutile. Chiesa evangelizzata - Chiesa evangelizzatrice: è “l’equazione” di Giovanni Paolo II!