Il Santuario di Fatima prega per i comunicatori

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FATIMA, martedì, 7 giugno 2011 (ZENIT.org).- I pellegrini che si sono recati al Santuario di Fatima (Portogallo) questa domenica hanno pregato per i comunicatori in occasione della Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali.

Il rosario delle 10.00 nella Cappellina delle Apparizioni ha avuto come intenzione principale la preghiera “per tutti coloro che sono dietro ai mezzi di comunicazione sociale, perché lavorino con autenticità e al servizio della verità”, ha reso noto l'Ufficio Stampa del Santuario.

Durante la recita della preghiera mariana, guidata dal rettore del Santuario di Fatima, monsignor Virgílio Antunes, sono stati anche ricordati tutti coloro che utilizzano i mezzi di comunicazione sociale, “affinché abbiano una coscienza ben formata per poter usare correttamente questi mezzi”.

La 45ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali è stata ricordata anche al momento dell'Eucaristia internazionale, presieduta da monsignor Manuel Santos, Vescovo di São Tomé e Príncipe.

“Ciascuno di noi, membro della Chiesa di Cristo, deve assumere la propria responsabilità di messaggero del Vangelo, di testimone della Buona Novella di Gesù Cristo. Non possiamo restare a guardare il cielo. Dobbiamo partire per le vie del mondo per essere profeti del mondo nuovo nato con Gesù Cristo”, ha detto il presule.

“In famiglia, a scuola, sul lavoro, nel tempo libero... dobbiamo essere autentici, come ci dice il Santo Padre nel suo Messaggio per questa Giornata. Dobbiamo vivere la nostra fede con verità, con impegno, testimoniando il regno di Dio nella nostra vita”, ha sottolineato.

Il Vescovo ha anche ricordato che il Papa, nel suo Messaggio per la Giornata di quest'anno, “ha volto affrontare la nuova cultura che si sta sviluppando con le nuove tecnologie della comunicazione, legate a Internet”.

“Dobbiamo saper porre queste nuove tecnologie della comunicazione al servizio della verità del Vangelo”, ha avvertito monsignor Santos, ribadendo le parole del Papa, che ha indicato la necessità di creare “uno stile cristiano di presenza nel mondo digitale”.

“Non dobbiamo aver paura delle nuove tecnologie della comunicazione”, ha concluso il presule. “Dobbiamo saperle porre al servizio del Vangelo, dei valori fondamentali della persona umana, e saper essere annunciatori coraggiosi della Parola del Signore nel mondo del web, delle reti sociali”.