Il Senato statunitense respinge l’emendamento per bandire il matrimonio omosessuale

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WASHINGTON, D.C., giovedì, 15 luglio 2004 (ZENIT.org).- Il Senato statunitense, a maggioranza repubblicana, ha respinto ieri, 14 luiglio, un emendamento alla costituzione federale che avrebbe esplicitamente vietato il “matrimonio” tra persone dello stesso sesso.



Il voto è stato di 48 a 50, una dozzina di voti in meno di quelli che basterebbero a tener in vita la misura che gode dell’appoggio della Conferenza dei Vescovi Cattolici Statunitensi (USCCB, sigla in inglese).

Nel prendere parte il 12 luglio ad una conferenza stampa, monsignor William Fay, Segretario Generale della USCCB, ha ribadito che “la salvaguardia della natura del matrimonio è stata sempre una delle preoccupazioni costanti della Chiesa Cattolica”.

“La Chiesa crede ed insegna che il matrimonio è stato creato da Dio. Esso è un’unione d’amore fedele ed esclusiva che dura per tutta la vita, fra un uomo ed una donna, i quali sono le fondamenta dell’unità familiare, che in sé è il sostrato della società e della cultura”, aveva poi affermato.

Il testo dell'emendamento presentato su pressione del presidente George W. Bush afferma che il matrimonio negli Stati Uniti “debba consistere solamente [nell’unione] di un uomo e di una donna”. Una seconda sentenza ha giudicato che né la costituzione federale né quella statale “debbano essere interpretate per esigere che il matrimonio o i diritti legali accessori al riguardo vengano assegnati a qualsiasi altra unione diversa dall’unione fra un uomo ed una donna”.