Il senso della vita svelato ai piccoli

Esiste per tutti un proprio posto nel mondo, all'interno del quale poter esprimere il proprio potenziale

Roma, (Zenit.org) Sabrina Pietrangeli | 421 hits

“Mamma, però io sono diverso dagli altri bambini. I miei compagni di scuola hanno due reni e possono mangiare quello che vogliono”. La frase, apparentemente buttata lì per caso da mio figlio, nove anni, sette interventi al suo attivo, sette mesi e oltre di ospedalizzazioni collezionate solo nei suoi primi mesi di vita, nascondeva ben più grandi domande.

“Chi sono io? Qual è il senso della mia vita? Qual è il senso della mia sofferenza?”, e soprattutto: “Cosa devo fare, dove sto andando, dove finirò?”. Il mio cuore di madre per un momento ha sanguinato, ma era preparato da anni di osservazione, non senza stupore, non senza gratitudine, alla meraviglia della sua piccola esistenza, all’enorme frutto portato a questo mondo semplicemente dal suo esistere.

Quante vite ha già salvato, questo piccolo grande uomo di Dio… Come posso io non vederlo con gli occhi distaccati di chi, non solo mamma, ma figlia di Dio, intuisce nella piccola ma gloriosa esistenza un senso che va ben al di là di una malattia? Se Dio lo ritenesse utile al suo scopo, non lo guarirebbe forse all’istante? Chi sono io, per legarlo al mio cuore, per possederlo, schiava del terrore di vederlo morire, come i tanti piccoli innocenti che vedo volar via a causa delle malattie, durante il mio servizio per La Quercia Millenaria?

Queste riflessioni, maturate da lungo tempo, mi hanno donato prontezza nel rispondere. “È  vero, tu sei diverso. Ma essere diversi non è un errore, quando si è speciali come te. Forse tu non lo ricordi, ma quando Dio chiese a voi piccole anime nel Paradiso, chi desiderasse avere una vita speciale da donare agli altri, tu ti offristi per primo. Come Samuele dicesti "Eccomi"… e nel decidere, scegliesti proprio tu quale famiglia avresti voluto accanto a te, per svolgere il tuo ministero. Ed io sono proprio orgogliosa di essere la tua mamma".

"Sai Giona, il senso di un’elezione non è semplice da capire, sarebbe come voler comprendere perché Francesco Forgione è divenuto Padre Pio, oppure Jorge Mario Bergoglio è divenuto poi Papa Francesco, che a te piace tanto... C’è un’elezione, un proprio posto nel mondo, all’interno del quale poter esprimere il proprio potenziale, il senso della propria esistenza, e tracciare un solco in questo pianeta, un frutto che rimane per sempre, e che fa avanzare il Regno di Dio, e avvicina il ritorno di Gesù grazie al proprio agire. La tua sofferenza non è inutile, se solo grazie a te è nata La Quercia Millenaria, con il quale lavoro 200 bambini sono stati salvati dall'aborto ed ora sono felici in seno alle loro famiglie. Tu sei stato fondamentale: senza di te, oggi loro non sarebbero vivi”.

Incredibilmente, questo discorso così complicato per un bambino di nove anni, normalmente preso come tutti i suoi coetanei dai vari Pokemon, Dragonball e altre quisquilie, è stato recepito all’istante. L’ho capito quando i suoi occhi si sono illuminati di gioia ed orgoglio personale, e quando mi ha detto: “Senti un po’, mamma, mi racconti di nuovo cosa succederà quando tornerà Gesù sulla terra?”. Ed io: “Beh, quando Gesù ritornerà, tutti i morti risusciteranno, anche i nostri piccoli della Quercia Celeste!”.

E lui: “Quindi non andremo a vivere per sempre in Cielo?”; “no, amore, il cielo è riservato agli Angeli e ai Santi eletti per regnare lì. Il luogo di noi umani, il nostro regno, è la Terra. È stata pensata per noi da sempre, ci era stata tolta da Satana a causa del peccato di Adamo, ma Gesù l’ha riguadagnata per noi e così non appena il tempo sarà compiuto, saremo nuovamente noi a regnare su di essa. Ma sarà una terra nuova, non ci saranno più le sporcizie di adesso”.

E di nuovo lui: “Così quando Gesù tornerà, cos’altro succederà?”, io: “Non esisterà più la morte, né la malattia. Tutti guariranno all’istante, e nessuno si ammalerà più”. Con grande concretezza, Giona allora ha concluso: “Allora non ci sarà più bisogno de La Quercia Millenaria”. Santo cielo, è vero! Il Signore dovrà trovarci qualcos’altro da fare!!

Il giorno dopo, non appena è arrivato a scuola, è corso alla cattedra e ha detto: "Maestra? Lo sa che io ho salvato la vita a 200 bambini??"... E lì la storia si è conclusa, e lui coraggiosamente vive ogni giorno nella gioia la sua vita, piena di senso, ora svelato, e pregando come nessun bambino di quella età si sente pregare.

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Sabrina Pietrangeli è presidente de La Quercia Millenaria Onlus - www.laquerciamillenaria.org

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