Il Sinodo di ottobre, segno dell'importanza della famiglia per la Chiesa

Il cardinale Robles Ortega, presidente dell'episcopato messicano, nell'omelia del 15 agosto ha definito la famiglia "Santuario della Vita" e "prima scuola dell'uomo"

Roma, (Zenit.org) Redazione | 349 hits

"Il tema della famiglia è fondamentale” sia per la Chiesa che per la società. Così l'arcivescovo di Guadalajara e presidente della Conferenza Episcopale Messicana (Cem), il cardinale José Francisco Robles Ortega, durante la sua omelia dello scorso 15 agosto. 

In occasione della festa dell'Assunzione della Vergine Maria, il porporato ha offerto ai fedeli una riflessione sull'importanza del Sinodo straordinario sulla Famiglia, indetto da Papa Francisco per il mese di ottobre di quest'anno. Secondo Ortega, la scelta di indire un Sinodo straordinario su questo tema è la cifra dell’importanza che per la Chiesa e la società rappresenta la famiglia.

Il presidente della Cem ha osservato che "per noi, dal punto di vista della nostra fede, e rispettando gli altri punti di vista, la famiglia non è solo il Santuario della Vita, in cui nasce, cresce e fiorisce la vita umano, ma è anche da considerare come la prima scuola in cui l'uomo sa di essere amato, accolto, rispettato ".

Nella famiglia, ha detto, l'essere umano impara anche "la varietà dei carismi, dei modi di essere, dei doni diversi che ci sono in famiglia e di rispettarli e portarli in armonia per il bene di ognuno dei suoi membri e per il bene della società stessa". Il monito del card. Robles Ortega è dunque quello di “essere vigili” e, per quanto possibile, di “partecipare attivamente per rendere le nostre famiglie la base per una nazione migliore”.

All’interno delle famiglie, tuttavia, c’è il rischio che la trasmissione della fede stia venendo meno. Con preoccupazione l’arcivescovo di Guadalajara ha registrato che “coloro che frequentano regolarmente la chiesa sono sempre più anziani e il loro numero è in costante diminuzione”. Il card. Robles Ortega non abbandona però la speranza nei giovani, che rappresentano “un modo nuovo, rinnovato, di essere cristiani”.