"Il terrorismo sa soltanto uccidere, non sa costruire, distrugge"

A 20 anni dall'attentato antiebraico a Buenos Aires contro la sede dell'Amia, il Papa assicura in un video-messaggio la propria vicinanza alle famiglie delle vittime e dice: "Che si faccia giustizia"

Citta' del Vaticano, (Zenit.org) Salvatore Cernuzio | 368 hits

Sono trascorsi 20 anni dell'attentato contro la sede dell’Amia (Assiociación Mutual Istraelita Argentina), avvenuto a Buenos Aires il 18 luglio 1994. In 20 anni, tuttavia, non si è attenuato il dolore per le 85 persone uccise dall'esplosione di un carico di tritolo in un furgone parcheggiato nel seminterrato dell'edificio. Né per le 200 persone che furono ferite nel corpo e nello spirito. 

Papa Francesco si fa portavoce di questa sofferenza e in un video messaggio registrato con un cellulare esprime tutta la sua paterna vicinanza alle famiglie delle vittime di questa folle tragedia. Il telefonino utilizzato è quello di Claudio Epelman, direttore del Congresso ebraico latinoamericano, amico del Pontefice che nei giorni scorsi si è recato a trovarlo nella Casa Santa Marta.

Tre minuti in totale la durata del messaggio del Santo Padre, sufficienti però ad esprimere la propria vicinanza alla comunità israelita argentina e tutti i familiari delle vittime, "sia esse ebree o cristiane”. Guardando fisso lo schermo, Francesco ribadisce poi, con emozione, il sincero cordoglio per “le vite stroncate, le speranze distrutte, le rovine” provocate dall'attentato. Tutto a causa del terrorismo che - sottolinea - non è altro che "follia": "Il terrorismo sa soltanto uccidere, non sa costruire, distrugge".

“Buenos Aires è una città che ha bisogno di piangere, che ancora non ha pianto abbastanza”, aggiunge inoltre il Santo Padre. E lui la metropoli porteña la conosce in tutte le sue sfumature, essendone stato vescovo per oltre 13 anni. A Buenos Aires - incalza infatti, coinvolgendo anche se stesso - “siamo molto inclini ad archiviare le cose, a non farci carico delle storie, delle sofferenze, delle cose che potevano essere belle e non lo sono state”. 

Proprio per questo motivo, aggiunge il Pontefice, “ci costa tanto intraprendere la strada della giustizia, per affrontare i danni che tale tragedia ha inflitto nella società”. Invece, ora è arrivato il momento che “il desiderio di giustizia” che arde da decenni nel petto delle famiglie delle vittime diventi un anelito comune. “Si faccia giustizia”, è dunque l'appello del Santo Padre, che conclude il video-messaggio con una preghiera in suffragio delle anime dei defunti e una particolare benedizione per i loro familiari.

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