Il turismo: un'attività che può "condurre a Dio"

Il messaggio di Benedetto XVI in occasione del Congresso di Cancún, promosso dal Pontificio Consiglio per i Migranti

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di Luca Marcolivio

CITTA’ DEL VATICANO, lunedì, 23 gennaio 2012 (ZENIT.org) – In occasione del VII Congresso Mondiale della Pastorale del Turismo, che si apre oggi a Cancún, papa Benedetto XVI ha denunciato con vigore il traffico di organi e il turismo sessuale.

Il Congresso è promosso dal Pontificio Consiglio per la Pastorale dei Migranti ed Itineranti, al cui presidente, il cardinale Antonio Maria Vegliò, Benedetto XVI ha indirizzato uno speciale messaggio, recapitato anche al Vescovo Prelato di Cancún-Chetumal, monsignor Pedro Pablo Elizondo Cárdenas, LC, esprimendo la propria “vicinanza spirituale” ai congressisti.

Il turismo, scrive il Santo Padre nel messaggio, è un fenomeno carico di “prospettive di crescita” e, come ogni realtà umana, “deve essere illuminato e trasformato dalla Parola di Dio”. A questo proposito la Chiesa esprime la sua “sollecitudine pastorale”, promuovendo le potenzialità di questa attività economica e umana, segnalandone anche “i suoi rischi e deviazioni e lavorando per “correggerli”.

Il turismo è una pratica che, tra le altre cose, favorisce “uno spazio privilegiato per il ristoro fisico e spirituale, agevola l’incontro di quanti appartengono a culture diverse, ed è occasione di avvicinamento alla natura, favorendo con tutto ciò l’ascolto e la contemplazione, la tolleranza e la pace, il dialogo e l’armonia in mezzo alla diversità”, ha aggiunto il Papa.

Viaggiando, l’uomo ha la possibilità di “ammirare la bellezza dei paesi, delle culture e della natura”, in un percorso che “può condurre a Dio”. Il turismo, tuttavia, “non è esente da pericoli, né da elementi negativi”, che spesso “colpiscono i diritti e la dignità di milioni di uomini e donne, specialmente dei poveri, dei minori e dei disabili”.

A tal proposito il Papa ha indicato in modo particolare il turismo sessuale, definito, “una delle forme più abiette di queste deviazioni che devastano, dal punto di vista morale, psicologico e sanitario, la vita delle persone, di tante famiglie e, a volte, di intere comunità”.

La tratta di esseri umani “per motivi sessuali o per trapianti di organi, come lo sfruttamento di minori, il loro abbandono in mano a persone senza scrupoli, l’abuso, la tortura, avvengono tristemente in molti contesti turistici”, ha constatato Benedetto XVI. Gli operatori del settore turistico – per motivi di lavoro o pastorali – devono quindi “aumentare la vigilanza”, prevenendo e contrastando queste aberrazioni”.

Richiamandosi alla Caritas in Veritate che esortava ad un turismo “capace di promuovere una vera conoscenza reciproca” (n°19), il Papa ha auspicato che il Congresso di Cancún contribuisca a “sviluppare questa pastorale che ci porti gradualmente a questo «turismo differente»”.

Va sviluppato, dunque, un turismo “etico e responsabile”, oltre che “accessibile a tutti, giusto, sostenibile ed ecologico”, in cui il tempo libero e le vacanze periodiche siano “una opportunità, così come un diritto”. La Chiesa, quindi, si impegna perché questo “diritto” possa concretizzarsi “specialmente per i gruppi meno favoriti”.

Un aspetto del turismo che, secondo il Pontefice, va sviluppato è la via pulchritudinis, la “via della bellezza” lungo le “opere che nascono dalla fede e che esprimono la fede” (Udienza Generale, 31 agosto 2011). Le visite turistiche, pertanto, vanno organizzate “sempre nel rispetto del luogo sacro e della funzione liturgica per la quale sono nate molte di queste opere e che continua ad essere il loro fine principale”.

In terzo luogo, il Papa ha auspicato una pastorale turistica che accompagni i cristiani in ferie “che siano di profitto per la loro crescita umana e spirituale”. Il fenomeno del turismo è in grado, quindi, di offrire occasioni “per presentare Cristo come risposta suprema agli interrogativi dell'uomo di oggi”.

A conclusione del suo messaggio per il Congresso di Cancún, Benedetto XVI ha esortato affinché “la pastorale del turismo formi parte, con pieno diritto, della pastorale organica ed ordinaria della Chiesa, in modo che coordinando i progetti e gli sforzi, rispondiamo con maggiore fedeltà al mandato missionario del Signore”.